|
Il destino di guerriero che avrebbe consegnato alla storia Annibale Barca (247 a.C - 182 a.C.) era segnato fin da quando il futuro condottiero era bambino.
All'età di 9 anni, infatti, Annibale iniziò a seguire il padre Amilcare in una campagna militare nella penisola iberica. Dopo essere divenuto comandante dell'esercito cartaginese, Annibale proseguì la sua avanzata in Iberia e conquistò Sagunto.
I successi del condottiero punico allarmarono i Romani, che mossero guerra a Cartagine. Così, nel 218 a.C., Annibale decise di portare l'attacco direttamente ai territori conquistati dai Romani, e si apprestò alla lunga marcia che lo avrebbe condotto ad oltrepassare prima i Pirenei e poi le Alpi. Durante il tragitto, molti soldati cartaginesi morirono, ma furono in parte rimpiazzati da volontari celti (guidati da Insubri e Boi) e liguri desiderosi di liberarsi dalla recente occupazione romana. La battaglia vittoriosa sul Trebbia, risalente al dicembre 218 a.C., è legata al periodo di permanenza del condottiero nelle Quattro Province; la tradizione vuole che il generale punico sia transitato per le montagne dell'Oltrepò. L'anno seguente, Annibale vinse i Romani al Trasimeno, e nel 216 ottenne un'altra strepitosa vittoria a Canne, in Puglia. Col tempo, le sorti della guerra si rovesciarono: il conflitto fu portato in Africa dove i Romani, guidati da Scipione, colsero la vittoria decisiva. La pace, che implicava condizioni molto sfavorevoli per Cartagine, fu siglata nel 201 a.C.. Cinque anni più tardi, Annibale prese il potere a Cartagine, e lo amministrò con ottimi risultati, ma l'ostruzionismo dei Romani lo costrinse all'esilio. Dopo un breve soggiorno nella città fenicia di Tiro, dove fu accolto in modo trionfale (i Cartaginesi erano una popolazione fenicia) riparò in Siria, ospite di Antioco III, offrendo il proprio aiuto nella lotta di questo sovrano contro i Romani. Nel 190 a.C., però, l'esercito di Antioco III fu sconfitto nella battaglia di Magnesia; Annibale lasciò quindi la Siria e, dopo alcune peregrinazioni, riparò in Bitinia, ospite del re Prussia. II sovrano, tuttavia, si accordò con i Romani per consegnare loro il condottiero tanto che Annibale decise di togliersi la vita con un veleno piuttosto che essere imprigionato dai suoi acerrimi nemici. BIBLIOGRAFIA Menconico e... Un percorso tra arte, storia, architettura, natura, leggenda e realtà Edito a cura della Pro Loco di Menconico pag.62, anno 1999
|