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Pagina 3 di 3 L'amore di Aimeric fu certamente ricambiato dalla Marchesina d'Oramala, poiché egli venne a dimorare stabilmente nel castello. Ma capita che il trovatore venga rifiutato dalla Dama. Raimbaut de Vaqueiras immagina una gustosa variante dei vecchi contrasti amorosi introducendo come interlocutrice a respingere le sue profferte galanti, invece della solita pastorella, una popolana genovese, che alle strofe provenzali del poeta risponde nel suo dialetto. Donna, v'ho pregata tanto Di darmi amor soltanto Che vostro servo mi rendo Perché siete saggia e prode E confermate la mia lode D'amicizia e cuor contento. Poiché siete in ogne fatto cortese Il mio cuore in voi s'è fermato Più che in alcun'altra genovese; perciò sarà mercede essere amato E poscia sarò meglio pagato Se mia fosse la città Con l'avere che v'è ammassato Dei genovesi.
Giullare, voi non siete cortese A importunarmi di ciò Ch'io punto non farò. Piuttosto foste voi impiccato! Vostra amica non sarò Piuttosto vi scannerò Provenzale sciagurato! Tale insulto vi dirò: sozzo pazzo rapato! Né mai v'amerò, che ho un marito più bello di quanto voi non siate, ben lo so. Andate via, fratello Che ho di meglio da fare. Donna gentile e discreta, gaia, prode e assennata, valgami la vostra saggezza, perché vi guida gioia e giovinezza, e cortesia e pregio e prudenza e ogni buona usanza; perciò vi sono fedele amante senza alcuna limitazione, schietto, umile e implorante, tanto forte mi stringe e mi vince il vostro amore, che m'ha soddisfazione perciò sarà buona decisione s'io son a voi gradito e vostro amico. Giullare, voi matto sembrate A tener questo dibatto Mal siete gnuto e male andate! Avete senno quanto un gatto E perciò troppo mi dispiacete. Voi parete un diavolo Ma tal cosa io non fare' Nemmeno se foste figlio di re. Credete che sia sciocca? In fede mia non m'avrete. E se per amor mio vi impegnate Quest'anno di freddo morrete Troppo son di mala schiatta I Provenzali! […] Donna, in strano penare m'avete messo ed in oltraggio; ma ancora vi vorrò pregare che vogliate un altro saggio; ci sa fare un provenzale che sta in fregola carnale. Giullare, lascia stare, poiché così di me ti cale: meglio varrà, per San Martino, che te ne vai dal signor Opizzino che forse ti donerà un ronzino; sol così puoi cavalcare o cortese d'un giullare. Sono componimenti del genere che Dante deve aver ascoltato ad Oramala e nelle corti frequentate durante gli anni dell'esilio. Peraltro, va ricordato che fu proprio la scelta dei poeti provenzali di utilizzare il volgare ad influenzare analoga scelta da parte sua. Pur essendo ancora in una fase storica in cui la lingua dell'alta cultura era ancora il latino, i trovatori componevano poemi di grande levatura intellettuale in volgare. E ciò fu un ottimo esempio per Dante, che ispirandosi ai provenzali, compose in volgare il suo capolavoro. Non sappiamo quanto tempo il divino poeta sia rimasto a respirare l'aria delle nostre colline, ma ripercorrendo in parte il suo cammino ci sentiamo onorati di abitare in questi luoghi che credevamo solo sfiorati dalla Storia e del tutto dimenticati dalla Cultura. FOTOTECA Il poderoso maniero di Oramala, © 2006 Carlo Marenzi Alcuni attori in "Varzi medioevale", © 2006 Carlo Marenzi
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