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Pagina 1 di 3 Oramala. Aura Mol: la collina dorata così battezzata dai Celti doveva risplendere di una luce particolare quel luglio 1306, quando Dante percorreva la strada che lo conduceva a una delle corti d'eccellenza della sua epoca.
 Schierarsi dalla parte dei Guelfi bianchi, nella lotta fra Bianchi e Neri per il predominio sulla città di Firenze, si era rivelato deleterio per Dante. Da anni impegnato sul fronte politico, era preoccupato per le sorti della sua città che voleva sottrarre alle cupidigie e alle ambizioni di potenti famiglie. Aveva scelto lo schieramento più mite, che però era anche il meno accorto. Così, non solo a vincere fu la fazione che aveva meno a cuore le sorti del Comune, ma tutti coloro che si erano occupati attivamente di vicende politiche furono costretti all'esilio, e Dante era fra costoro. Durante i dolorosi anni della proscrizione, nel suo pellegrinare da una corte all'altra a cui umilmente offriva le sue capacità diplomatiche in cambio di sostentamento, aveva saputo guadagnare la fiducia dei Marchesi Malaspina. Il primo incontro con i Malaspina ebbe luogo in Lunigiana: Moroello, Franceschino e Corrado lo scelsero poi come ambasciatore presso il vescovo di Luni con il quale doveva negoziare la pace fra le due casate. L'incarico era prestigioso e Dante deve aver accettato di buon grado, poiché la pace con il vescovo Antonio consentiva non soltanto di porre fine allo stato d'ostilità tra i due poteri, ma di rafforzare la posizione dei Malaspina nei riguardi del guelfismo toscano. Ciò non poteva che andare a vantaggio di Dante, il quale aveva ragione di attendersi un benevolo aiuto da parte delle autorità ecclesiastiche della Toscana, per ottenere quello che sarà ancora per vari anni il suo assillo: il rimpatrio a Firenze, la città in cui, come sappiamo, non fece mai più ritorno. È dato per certo che Dante, il politico, ma soprattutto l'illustre uomo di lettere a cui i Malaspina avevano attribuito un incarico così prestigioso, sia stato ospite ad Auramala, la corte in cui ogni estate si riunivano i due rami della grande famiglia nobiliare. Ne resta traccia nel canto VIII del Purgatorio, laddove Dante incontra Corrado Malaspina (1260-1294).
8.118 Fui chiamato Currado Malaspina; 8.119 non son l'antico, ma di lui discesi; 8.120 a' miei portai l'amor che qui raffina". 8.121 "Oh!", diss'io lui, "per li vostri paesi 8.122 già mai non fui; ma dove si dimora 8.123 per tutta Europa ch'ei non sien palesi? 8.124 La fama che la vostra casa onora, 8.125 grida i segnori e grida la contrada, 8.126 sì che ne sa chi non vi fu ancora;
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