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Pagina 1 di 2 II feudalesimo era un particolare sistema basato sulla concessione di un territorio da parte del sovrano ad un vassallo in cambio di un giuramento di fedeltà (il vassallo poteva, a sua volta, ripetere l'operazione con un terzo uomo, detto valvassore, e così via).
All'interno dell'Impero fondato da Carlo Magno (definito, come abbiamo visto, Sacro Romano Impero) nacque una serie di regni e potentati locali retti da famiglie emergenti. Nelle nostre terre, attorno all'anno 1000, si insediarono i marchesi di Lunigiana e la Liguria orientale, e gli Obertenghi (dal marchese Oberto). Proprio da un ramo di quest'ultima dinastia si sarebbe sviluppata la famiglia dei Malaspina. I possedimenti dei Malaspina raggiunsero un territorio che comprendeva gran parte della Valle Stàffora fino a Nazzano, parte delle valli del Trebbia, del Borbera e del Curone e, naturalmente, la Lunigiana. II potere di questa casata fu confermato ufficialmente nel 1164 dall'Imperatore Federico Barbarossa. Obizzo Malaspina, precedentemente investito da Federico Barbarossa, condusse la trattativa con i consoli di Tortona per assicurare il libero transito dei marchesi a Serravalle Scrivia. II documento, datato 1174, ci indica il luogo dove fu condotto il negoziato e raggiunto l'accordo: la "caminata marchionum", cioè la grande sala del camino dei marchesi (nel castello malaspiniano di Menconico). Un altro documento di grande importanza fu siglato nel 1221, sempre a Menconico; nell'abitazione di un certo "Johannis de pristino" ("Giovanni del prestino", cioè Giovanni il fornaio) si definì la divisione dei feudi della famiglia Malaspina in Valle Stàffora. In quel secolo, e precisamente nel 1275, nacque il marchesato di Varzi, praticamente uno stato di fatto sovrano, che andò ad includere anche la giurisdizione di Menconico. Approfittando della posizione strategica del territorio varzese, i marchesi imposero pedaggi ai commercianti che transitavano nel loro territorio. Le varie attività illecite favorite dai Malaspina di Varzi attirarono nel marchesato un numero non trascurabile di criminali; ciò creò attrito tra i delinquenti e gli abitanti del luogo, oltremodo infastiditi da questa impossibile convivenza. I Malaspina dovettero così dotare la loro popolazione di un codice (gli "Statuti di Varzi", con norme mutuate dal diritto longobardo e da quello romano) che regolamentasse finalmente la vita civile. L'avvento dei Visconti a Milano e l'espansionismo di questa dinastia fu l'inizio del declino per i Malaspina, che nel 1399 furono costretti a giurare fedeltà a Giangaleazzo Visconti. Questo atto segnò praticamente la fine dell'indipendenza varzese. II duca di Milano si appropriava del marchesato e lo restituiva ai Malaspina "in feudo": in altre parole, i marchesi non erano più titolari del loro territorio per diretta investitura imperiale, ma lo amministravano per concessione dei duchi di Milano, che ne divenivano comunque detentori.
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