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Pagina 2 di 2 Cilicio e spiritualità
Luigi IX re di Francia lo portava (1214-1270). Tommaso Moro (1478-1535), quando in gioventù studiava legge, indossandolo riuscì per diversi mesi a rimanere sveglio fino venti ore al giorno. Anzi, si dice che l'abbia portato quasi tutta la vita. E quando Tommaso Becket (1118-1170), arcivescovo di Canterbury, fu assassinato nell'omonima cattedrale, si scoprì che lo indossava sotto le vesti. Cosa avevano in comune questi personaggi nati e vissuti in secoli diversi? Tutti e tre praticavano la mortificazione della carne portando il cilicio. Cosa che non è possibile escludere facessero anche i membri della Compagnia dei Battuti di Varzi e altri asceti della nostra valle.
Infatti, è noto come questo strumento fosse usato non solo da asceti, ma anche da laici, inclusi personaggi di alto rango. In alcuni ordini religiosi sembra sia tuttora in uso, vedasi, ad esempio, la prelatura del Vaticano nota come Opus Dei, la cui profonda devozione è stata recentemente oggetto di interesse dei media dopo i rapporti di lavaggio del cervello, di coercizione e di una pericolosa pratica chiamata "mortificazione corporale".
Ma cos'è il cilicio? Il cilicio (o cilizio) era una sorta di stoffa grossolana, di pelo di capra o di cammello, impiegata dagli antichi Romani per vesti militari, per la copertura di macchine da guerra o per le tende di navi, fabbricata, almeno originariamente, in Cilicia (d'onde il nome), un territorio sud orientale dell'antica Asia minore, confinante con la Licaonia, la Cappadocia e la Siria.
Con il cilicio si facevano anche le vesti per i poveri. Presso i Giudei l'abito di cilicio aveva forma di sacco, fermato ai fianchi da una cintura ed era spesso segno di lutto, di supplica, di penitenza, ecc... Come simbolo di penitenza il cilicio passò anche al mondo cristiano e talvolta gli antichi monaci indossarono vesti cilicine per una forma di rigoroso ascetismo.
Nella sua forma più ruvida, questo indumento, se indossato direttamente sulla pelle, causava irritazione ed escoriazioni molto penose. Inoltre si trasformava facilmente in un ricettacolo di pidocchi. Si dice che Tommaso Becket indossasse questa veste, con brache dello stesso materiale, finché "brulicava di parassiti". Dopo il XVI secolo l'indumento di pelo di capra cominciò a essere sostituito da una cintura di fil di ferro con delle punte rivolte all'interno. Questo tipo di cilicio era ancora più straziante...
Secondo un'opera di consultazione, lo scopo del cilicio, come di altre forme di mortificazione, era quello di "soggiogare la carne ribelle per favorire un atteggiamento e un modo di vivere più spirituali".
BIBLIOGRAFIA
www.varziviva.net Fiorenzo Debattisti
Enciclopedia Motta Federico Motta editore - Milano @ Copyright 1968
La Torre di Guardia Annunciante il regno di Geova 1 Agosto 2006 Il Codice Da Vinci Dan Brown @ 2003 Arnoldo Mondadori Editore - Milano
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