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Pagina 2 di 3 Prima di proseguire nella lettura dei diari di Primula Rossa e di don Cristiani, ci sembra utile informare sull'atmosfera che si era venuta creando nella zona che va dal paese del Brallo fino a Dezza e fino al passo del Penice.
Abbiamo così potuto ricostruire gli albori della disubbidienza civile spontaneamente effettuata dalla popolazione ed assieme la nascita di piccoli gruppi di ribelli che aspettavano l'occasione propizia per cimentarsi nella prima azione di disturbo. E' in questa situazione che capita con funzione coagulante e stimolante la personalità di Primula Rossa. Due essenzialmente erano le componenti di quell'atmosfera: la nera miseria di quelle zone e la disperazione delle famiglie per il ritorno o il non ritorno dei figli che hanno lasciato i reparti dell'esercito dopo l'8 settembre 1943. Questa situazione ha aumentato il fenomeno della disubbidienza civile: anche il novello stato repubblicano disorganizzato e velleitario non è in grado di far sentire la presenza delle sue strutture amministrative e quindi ancor di più i giovani sbandati del luogo cercano in qualche modo di organizzarsi, chi a Colleri chi a Brallo e chi a Dezza, comune sito nel Piacentino, ma distante dal Brallo pochi chilometri, al di là del crinale, sulla val Trebbia. Il gruppo più numeroso, infatti, e più attivo è quello di Dezza: circa 15 uomini. Primula Rossa programma, verso la fine di maggio del 1944, un metodo empirico di azioni partigiane contro caserme, presidi e paesi. L'azione è del 5 giugno, ma quando tutto sembrava pronto per quest'azione, con il trenino delle 20,30 da Voghera arrivò un gruppo di militi della Brigata Nera (circa una trentina), al comando del colonnello Fiorentini. Continua Primula Rossa: "Non si poteva attaccare perché erano troppo superiori confronto a noi che non avevamo quasi niente e l'unica era ritornare ancora ai nostri cari monti che tanto ci aspettavano e infatti si fece dietro front". Questo tentativo di azione, che poi è stato la causa di un successivo assalto alla caserma di S. Sebastiano Curone, assalto questo finalmente riuscito, è ricordato anche da Pietro Azzaretti di Pregola ("Fuoco"). E' da questo periodo, fino al luglio 1944, che si dispiegano tutte le operazioni di contatto da parte del nucleo delle future brigate garibaldine della Delegazione Lombardia nei confronti della banda di Primula Rossa, per assorbirla. Nel mezzo di questi contatti si localizza la presa di Cabella, il 13 luglio 1944, e come termine ultimo dell'autonomia della banda possiamo mettere la battaglia dell'Aronchio. Alla fine del luglio tutta la zona del Brallese entra a far parte effettivamente e saldamente della giurisdizione delle formazioni garibaldine.
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