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Il matrimonio tra Autari, re dei Longobardi, e Teodolinda, figlia di Garibaldo, re di Baviera, è solitamente considerato importante per le sue implicazioni di carattere politico: da un lato la figura di Autari si rafforzava ampiamente, dall'altro, poiché Garibaldo era nemico dei Franchi, si aprivano nuovi scenari strategici.
Sappiamo però che le nozze ebbero soprattutto il merito di proiettare Teodolinda in una posizione di potere, che le avrebbe permesso di mettere in atto il suo piano di conversione dei Longobardi alla fede cattolica.
Alla morte di Autari, fu consentito a Teodolinda di scegliersi un nuovo marito, per governare insieme a lui il Regno Longobardo. L'adozione di tale prassi, decisamente insolita per la cultura della corte longobarda, ci mostra chiaramente il prestigio raggiunto dalla regina. Teodolinda scelse Agilulfo, duca di Torino; pur non essendo cattolico, il secondo marito della regina comprese l'opportunità di favorire l'evangelizzazione del suo popolo. I due regnanti, come si è già avuto modo di osservare, furono in stretti rapporti con Papa Gregorio Magno e, in seguito, con San Colombano. Con l'aiuto di queste grandi personalità del mondo cristiano, Teodolinda riuscì a favorire le conversioni al Cattolicesimo, e proseguì nella sua opera anche dopo il 616, anno in cui Agilulfo morì: dopo il decesso del secondo marito, infatti, la regina longobarda regnò insieme al figlio Adaloaldo, fervente cattolico; il governo congiunto di Teodolinda e del figlio accentuò il programma di evangelizzazione del popolo longobardo e l'integrazione tra germanici e celtoromanzi autoctoni. Teodolinda è il simbolo incontrastato della citta di Monza, in cui fece erigere la basilica di San Giovanni Battista; tuttavia, per l'incontro con San Colombano, l'ascesa sul Penice e la donazione del monte al monastero di Bobbio, è corretto considerarla personaggio rappresentativo anche di Bobbio e Menconico. BIBLIOGRAFIA Menconico e... Un percorso tra arte, storia, architettura, natura, leggenda e realtà Edito a cura della Pro Loco di Menconico pag.65, anno 1999
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