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Relazione sul Convegno "La Via Francigena in Valle Staffora" PDF E-mail
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Scritto da Carlo Marenzi   
Domenica 23 Novembre 2008 12:31
Sabato 8 novembre 2008 a Varzi, nella sala conferenze annessa alla splendida Pieve dei Cappuccini (sec. XII-XIII - monumento nazionale) si è svolto il convegno dedicato al progetto per il riconoscimento e la promozione della Via Francigena in Valle Staffora, variante collinare del Grande Itinerario utilizzata tradizionalmente dai pellegrini irlandesi diretti al monastero di San Colombano di Bobbio.

All’incontro, organizzato dalla’Associazione Culturale "Varzi Viva" in collaborazione con la Provincia di Pavia e con il Comune di Varzi,  sono intervenuti: l’Assessore al Turismo e alle Attività Termali della Provincia di Pavia, prof.ssa Renata Crotti; l’ingegnere Alberto Conte, consulente del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e responsabile del progetto di mappatura del percorso della Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico; l’esperto di storia locale Fiorenzo Debattisti, autore di uno studio di imminente pubblicazione sul tracciato oltrepadano della Via Francigena; Giuseppe Fiocchi e Carlo Marenzi, rispettivamente vice Sindaco e Assessore alla Cultura dell’Amministrazione comunale di Varzi e Paolo Culacciati, Assessore al turismo della Comunità Montana Oltrepò Pavese, in rappresentanza della Comunità Montana e del presidente del Gal Alto Oltrepò, Bruno Tagliani.

      Ha aperto i lavori Antonio Di Tomaso, presidente dell’Associazione culturale “Varzi Viva”, invitando a riflettere sul ruolo che un progetto come la via Francigena, se integrato in modo forte nella pianificazione e nella programmazione degli enti coinvolti e portato avanti in modo condiviso dai soggetti pubblici e privati, può avere per lo sviluppo del territorio in termini di idee, capacità creative, capitale umano.

     L’Assessore Crotti ha sostenuto questo punto di vista, indicando nella costruzione di un sistema turistico un importante strumento per incentivare la collaborazione pubblico-privato e attuare la promozione del territorio in maniera integrata e condivisa; all’interno di quest’ottica di sistema il progetto Via Francigena ha un ruolo strategico per l’Assessorato al Turismo, poiché offre l’opportunità di mettere in rete le tre componenti territoriali della provincia di Pavia: la Lomellina, il Pavese e l’Oltrepò, valorizzandone le complementarietà e trasformando un punto di debolezza (l’eterogeneità del territorio) in un elemento di forza. La Via Francigena è stata interpretata quindi dalla professoressa Crotti come un filo conduttore in grado di offrire una nuova modalità interpretativa del territorio, fondata sulla valorizzazione delle risorse culturali. La proposta di puntare sulla Valle Staffora è stata motivata, oltre che dalle evidenze storiche, dall’attrattiva turistica rappresentata da un paesaggio unico, definito dall’Assessore un autentico “prodotto tipico” del territorio.

    L’opinione della professoressa Crotti è stata pienamente condivisa dall’ingegner Alberto Conte, che ha sottolineato come la variante della Valle Staffora rappresenti un’opportunità rilevante per i pellegrini, offrendo un tragitto alternativo e di grande fascino. Conte ha inoltre ricordato come la Valle Staffora e più in generale l’Alto Oltrepò Pavese possa essere  inserito in una rete di itinerari escursionistici (la Via del Sale, la Via dei Santuari...) che si ricollegano alla Via Francigena, recuperandone così l’antico ruolo di raccordo: un territorio percepito come centrale e non più periferico, proprio in virtù dell’inserimento in una rete di percorsi.

    Ed è infatti la logica di rete a guidare il lavoro dell’azienda ItinerAria, che Conte ha illustrato nel corso del suo intervento, presentando l’attività di mappatura realizzata per il tracciato della Via Francigena, ma anche i percorsi cicloturistici rilevati per conto della Provincia di Pavia e della Regione Lombardia.

    Le ragioni storiche che hanno ispirato il convegno e il progetto per la Via Francigena in Valle Staffora sono state esposte dallo storico Fiorenzo Debattisti, che, sulla scorta di antichi documenti appartenenti al monastero di San Colombano di Bobbio e di antiche mappe, ha evidenziato gli antichi percorsi e le tracce che permettono di ricostruire la rete di strutture per l’accoglienza dei pellegrini. Questo prezioso lavoro di ricerca, raccolto in volume di imminente uscita, rappresenta il fondamento scientifico del progetto di valorizzazione che, come ha ricordato l’assessore Crotti sottolineando il ruolo fondamentale dell’AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene), vive di salde radici storiche e di fedeltà alla memoria del territorio, pur proiettandosi nel futuro, grazie a una progettualità forte e condivisa.

    Il convegno è stato arricchito ed animato, oltre che dall’intervento delle autorità del Comune di Varzi, del Comune di Bobbio e della Comunità Montana, dalle testimonianze di molti pellegrini che hanno reso partecipe il pubblico della loro entusiasmante (e faticosa) esperienza e hanno espresso suggerimenti e confronti per valorizzare al meglio la Via Francigena. Hanno inoltre dato un fondamentale contributo vari operatori impegnati nella promozione del territorio (gestori, associazioni culturali ed escursionistiche), i quali hanno potuto confrontarsi su proposte e strategie per creare un sistema di accoglienza e una rete di coordinamento in grado di sostenere un progetto di ampia portata.

 

Varzi, 8 novembre 2008

                                                                    Sonia Pasquale
                                                   Presidente Associazione “Spino Fiorito"


 

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