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Pagina 1 di 13 Molte sono state le sfide che l'Assessorato alla Cultura di Varzi ha colto con coraggio e responsabilità in ambito culturale e turistico. Credo che i risultati siano sotto gli occhi di tutti
Fin dal 2004, nel piano programmatico dell'Amministrazione è trapelato un grande interesse per gli aspetti turistico-culturali del nostro paese, indispensabili a creare un rilancio anche di carattere economico. Molte sono state le sfide che abbiamo colto con coraggio e responsabilità. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: da una parte la proposta di nuove ed accattivanti iniziative e dall'altra il potenziamento e la rivalutazione di quelle esistenti. Tra le novità, basti vedere solo "Varzi Medioevale", "Varzi in Musica" e il "Mercatino di Natale con il Presepe Vivente" per rendersi conto di quale sia stato l'impegno profuso, sia sotto l'aspetto economico sia sotto quello organizzativo. Le conseguenze positive derivanti da questo lavoro si sono manifestate attraverso un abbondante afflusso turistico, di certo culturalmente più consapevole, grazie anche la costituzione spontanea di nuovi gruppi ed associazioni: l'Associazione Culturale Artemusica, i giovani e bravi "Verba Volant di Artemusica", il Gruppo Cavalieri Medioevali di Varzi, l'Associazione ludico-culturale Varzi in Maschera che a loro volta hanno contribuito con altri progetti innovativi. Ottimi, pure, i rapporti con i privati tra cui spiccano fra tutti le famiglie Leveratto Mangini, Tarditi e Panigazzi che, in più di un'occasione, hanno reso disponibili rispettivamente il parco della villa Mangini, il Cinema Italia e il Castello di Oramala. Siamo certi che questo può considerarsi un risultato di tutto rispetto, se si tiene conto del breve periodo di attività, e a tutti loro va un doveroso, sincero ringraziamento. Tuttavia non è mancata la collaborazione con chi, da anni, opera sul territorio del nostro Comune e, malgrado gli ingenti investimenti economici sostenuti per le iniziative sopraccitate, fortunatamente in gran parte derivati da sponsorizzazioni pubbliche e private, siamo riusciti (fino a un certo punto) ad elargire contributi anche finanziariamente interessanti. Purtroppo, causa le modeste risorse economiche di cui abbiamo disposto, alcune accattivanti iniziative che ci sono state proposte dalle varie organizzazioni non sempre hanno trovato accoglimento, almeno nell'immediato, vuoi per i costi vuoi per altre priorità preponderanti già programmate in precedenza. In realtà, spesso i promotori di queste idee non hanno compreso quali sono le effettive difficoltà che incontra un'amministrazione a soddisfare alcune richieste e, talvolta, la rinuncia ad appoggiare un progetto è stato recepito come scarsa collaborazione. Peccato. Ma entrando più nel dettaglio nell'operato dell'assessorato alla cultura, posso affermare che il segreto del rinnovamento culturale che ha visto Varzi protagonista in questi ultimi anni è stata, innanzitutto, la grande passione per il proprio Paese. Senza la passione non è possibile raggiungere nulla, neppure se si hanno risorse illimitate. Poi, di certo, grande determinazione al raggiungimento del risultato, rischiando talvolta anche in prima persona. Senza dimenticare la capacità di intrecciare rapporti solidi con i membri politici di enti superiori, come Provincia e Regione, cercando di convincerli, a ragione, che i progetti per i quali si chiede il finanziamento sono realmente validi ed innovativi. Tuttavia, il problema comune a tutti gli amministratori pubblici è un po' sempre lo stesso: i finanziamenti dagli Enti gerarchici superiori arrivano in quantità sempre minore. Cosa deve fare, allora, un assessore cui all'inizio dell'anno, gli viene riservato un budget di 10mila euro? D'altro canto il bilancio è quello e non si possono fare miracoli. L'unica cosa che rimane, se si vogliono ottenere dei risultati e garantire un servizio minimo alla popolazione, è cercare rimedi altrove, come si è fatto in tutto questo periodo.
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