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Anche ad Auschwitz si suonava PDF E-mail
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Scritto da Carlo Marenzi   
Lunedì 25 Gennaio 2010 14:17

A poche ore dal Giorno della Memoria (27 gennaio 2010), desidero pubblicare l'estratto di un comunicato stampa che mi e' pervenuto dall'Associazione Culturale Barabàn.

Anche ad Auschwitz, a Terezìn, Mauthausen si suonava si cantava e si componeva musica. Di
fronte alla sola prospettiva della morte i musicisti ebrei non rinunciavano alla loro passione,
arrivando ad allestire orchestre, come ad Auschwitz, mettendosi a scrivere note nelle condizioni
più disperate o a comporre ninna nanne da cantare ai bimbi ormai sulla porta della camera a gas,
come la straordinaria Wiegala scritta da Ilse Weber morta, insieme al figlio Tommy, nell' ottobre '44 ad Auschwitz.
Nei lager nazisti la musica ebbe un ruolo di esaltazione dell’orrore e annientamento della dignità
umana. Era continuamente suonata scandendo i ritmi dei prigionieri durante le marce verso i
campi di lavoro, nelle adunate come durante le esecuzioni e per l’intrattenimento degli ufficiali.
Eppure, per i detenuti fare musica significava ritrovare la dignità violata e, forse, sopravvivere.
Ed è soprattutto grazie alla memoria dei sopravvissuti e dei testimoni che ci sono giunte molte di
queste musiche, di queste storie.

Il violino di Auschwitz
Musiche e immagini per non dimenticare

Per il 29 Gennaio 2010 alle ore 21 a Pavia, Ex Chiesa di Santa Maria in Gualtieri (P.zza della Vittoria)
Barabàn ha allestito un nuovo spettacolo di musiche, canzoni e immagini dedicato alla shoà.

Il concerto si snoda attraverso un’emozionante sequenza di canti (Asma Asmaton, Wiegala) composti da deportati nei campi di concentramento nazisti, musiche per i matrimoni e danze della tradizione yiddish, canzoni contro la guerra (da La guerra di Piero di De André ad Auschwitz di Guccini, fino a Pietà l’è morta di Revelli), e contro l’indifferenza e l’apatia (Yellow triangle). Le musiche sono accompagnata da drammatiche immagini dei lager nazisti, testimonianze di ex deportati e spezzoni di film.

Vincenzo Caglioti: organetto diatonico, voce
Aurelio Citelli: voce solista, tastiere, bouzouky, basso elettrico
Giuliano Grasso: violino, voce
Diego Ronzio: clarinetto, percussioni, tastiere, voce
Paolo Ronzio: chitarra, bouzouky, voce
Maddalena Soler: voce solista, violino

www.baraban.it

 

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