La Valle Stàffora: terra di castelli e marchesati, terra di matrimoni e di battaglie, di torri inaccessibili, ambìto premio ai vincitori, terra di passi e pedaggi, di monaci e santi, di marrani e briganti. La storia ha prediletto nel passato questa Valle e gli ininterrotti profili di montagne lungo i quali era agevole il passo, lontano dalle pianure indifendibili, percorse dalle milizie e dalle passioni.
Il potere e la nobiltà avevano infeudato tutto l'Appennino e dai porti partivano merci preziose e semplici, come il sale, destinate ai borghi e alle città che iniziavano a svilupparsi nella pianura.
E assieme a queste merci viaggiavano pensieri, idee e speranze per un rinnovamento culturale e umano.
Un tempo non ci si spostava per semplice piacere; si viaggiava per commercio, per adempiere ad un voto ma soprattutto per conoscere, per esplorare città e paesi, per entrare in contatto con altre genti.
Viaggio non come svago, ma come piacere della scoperta e disponibilità a conoscere e accettare culture diverse.
Visitare la Valle Stàffora e, più in generale, l'Appennino pavese avvicina molto a questo contesto: ogni sasso, ogni sentiero, ogni vecchia cascina, ogni borgo o castello rappresentano un viaggio tra i segni dell'uomo che li abita e nel contempo un percorso entro una presenza umana intensa nel tempo e nelle attività.
Bisogna essere un viaggiatore molto attento per salire sull'Appennino, perché non è solo la natura a parlare, ma sono i segni dell'uomo, molte piccole voci sommesse che parlano della vicenda umana trascorsa, delle tradizioni, della cultura mai perduta.
Tutte queste cose sono la significatività di questi luoghi, il loro spirito, il "genius loci" dell'Alta Valle Stàffora e della montagna appenninica.
Entrate in questa atmosfera e non ve ne pentirete! Sarà assolutamente semplice comprendere il ruolo dell'uomo all'interno del suo ambiente, il ruolo degli uomini che lì vivono e lavorano e hanno vissuto e lavorato per generazioni in mezzo ad una natura mozzafiato e una storia stupefacente.

La “Via dei Malaspina” rappresenta una nuova opportunità di sviluppo turistico per la Valle Staffora, collegandola al resto della provincia di Pavia e alle province confinanti anche grazie alla Rete di Sentieri della Via del Mare. Oggi questo antichissimo itinerario della Via Francigena rivive grazie ad un progetto voluto dalla Provincia di Pavia e dalla Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e cofinanziato dalla Regione Lombardia
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