La generale crisi economica illumina una volta di piu' quello che io ritengo essere una vera emergenza, la piu' importante, ad essa collegata: il destino del paesaggio italiano. L'amore che io porto per la luce della Bellezza, che mi ha aiutato a crescere, ben rappresentata dall'espressione che una volta si diceva, "Italia: giardino d'Europa"...
[continua] insieme a tutto cio' che ruota attorno alla parola "paesaggio", che indago confrontandomi con luoghi, persone e arti, mi ha stimolato una riflessione accorata [il cui testo completo e' richiedibile a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ]
Circa la questione di com'e' cambiata l'Italia in 20 anni, significhera' pur qualcosa se il Camminamare storico del 1985, progetto ideato e realizzato da Riccardo Carnovalini, consistente nel camminare lungo le sponde italiane da Trieste a Ventimiglia in 6 mesi, in termini di attenzione era stato fortemente seguito dai media, dalle istituzioni e dall'opinione pubblica e invece il Camminamare di Liguria e di Toscana di questi ultimi 2 anni si e' svolto con difficolta' e disinteresse!
I protagonisti del Camminamare sono pronti a rilanciare la sfida, per l'ennesima volta. Non ci interessa pero' il cammino tutto bello, in un paesaggio fuori dal mondo, lontano dai problemi. Ci interessa camminare incontro al mondo, per andare in un paesaggio dove ci sia bellezza e bruttezza da cogliere insieme, come accade nella vita.
Vorremmo essere fastidiosi orzaioli negli occhi della modernita', vorremmo essere per il paesaggio ciò che Rino Gattuso e' per il calcio: persone che, mordendo negli stinchi l'attuale idea di sviluppo, spendono sudore con passione, per promuovere un futuro piu' accogliente.
Proviamo quindi a cominciare da noi stessi, a colorare la vita, riprendendoci il potere del sogno ad occhi aperti: l'unica possibilita' per riuscirci e' ricominciare dalla semina dell'autenticita' umana, che possa creare oasi nel deserto che avanza.
Racconto ed ascolto reciproci, frutti naturali dell'incontrarsi in cammino, significano resistenza al dolore, alla bruttezza ed al male del nostro vivere. Nell'epoca che vorticosamente scorre e fa toccare gli estremi, il cammino, primissimo viaggio umano, potrebbe far resuscitare il principio perduto di umanita' e suggellarne un nuovo inizio.
Il prossimo anno, con partenza il 25 aprile 2010 e arrivo attorno alla fine di maggio/inizi di giugno, compiremo quindi un Ge-Mi-To a piedi, per ricordare il famoso triangolo industriale Genova-Milano-Torino. Fece un bel boom negli anni Sessanta: cosa ne e' rimasto?
Cammineremo da Genova a Torino, poi a Milano per ritornare a Genova, con la speranza che i media, le istituzioni e l'opinione pubblica collaborino con noi, ci assistano e ci seguano, gratuitamente, anche solo per una tappa. Cammineremo tra bellezza e bruttezza per ritrovare e riconoscere il paesaggio italiano, fatto di luoghi e di genti che chiedono urgentemente di essere riascoltati. Ogni cammino dona il tempo della consapevolezza: l'anima, specchiandosi nel paesaggio, si apre al futuro.
Quando l'associazione Camminamare [http://www.camminamare.eu] avra' realizzato la stesura definitiva del progetto, lo divulghera'.


La “Via dei Malaspina” rappresenta una nuova opportunità di sviluppo turistico per la Valle Staffora, collegandola al resto della provincia di Pavia e alle province confinanti anche grazie alla Rete di Sentieri della Via del Mare. Oggi questo antichissimo itinerario della Via Francigena rivive grazie ad un progetto voluto dalla Provincia di Pavia e dalla Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e cofinanziato dalla Regione Lombardia
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