Retorbido: cittadini preoccupati per le ripercussioni sulla salute

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Comitato di Retorbido contro impianto di pirolisi

Retorbido, 24 agosto 2015 - I cittadini preoccupati per le ripercussioni sulla salute del progettato impianto di recupero degli pneumatici fuori uso.

Regione Lombardia sta decidendo in questi giorni se autorizzare o meno la costruzione a Retorbido, di un impianto per il recupero degli pneumatici fuori uso (PFU) che dovrebbe trattare, tramite tecnologia di trattamento a caldo denominata pirolisi, circa 100 tonnellate al giorno di pneumatici. La differenza più importante con la combustione diretta dei pneumatici è che nel caso di Retorbido solo una parte dei materiali, i gas di pirolisi, verranno bruciati sul posto. Si tratta di circa 20 tonnellate al giorno di una miscela gassosa complessa che non può essere completamente purificata prima della combustione.

Tra le molteplici problematiche di questo progetto, destano particolare preoccupazione le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini dell’Oltrepò Pavese. Timori che, se possibile, sono ulteriormente aumentati dopo aver esaminato la documentazione progettuale presentata riguardo gli aspetti emissivi. Documentazione che appare decisamente carente di informazioni tecniche. Vediamo di riassumere di seguito le principali mancanze:

1) i dati di concentrazione degli inquinanti emessi non sono supportati né da certificazioni relative a impianti di natura simile, perché l’impianto di Retorbido ha natura sperimentale non avendo uguali al mondo, né tanto meno da specifici calcoli che attestino le caratteristiche degli effluenti e l’efficacia delle tecnologie di controllo e abbattimento proposte.

2) Non è previsto alcun controllo né selezione del materiale in entrata, al fine di evitare che l’eterogenea composizioni degli pneumatici influisca sulle caratteristiche delle emissioni in atmosfera.

3) Gli inquinanti dichiarati in emissione dalla ditta proponente sono simili a quelle che provengono da un impianto di incenerimento di rifiuti. Dalla documentazione esaminata si riscontra che verrebbero immesse in atmosfera numerose sostanze tossiche e pericolose per la salute, tra le quali: Ossido di azoto (NOx), Ossidi di zolfo (SOx), Ammoniaca (NH3), metalli, Idrocarburi policiclici aromatici (IPA), Policlorodibenzodiossine (PCCD) e Policlorodibenzofurani (PCDF), polverino di carbone (carbon black). Restando agli ultimi 3 composti citati, si rileva che gli IPA sono tra i composti organici volatili più pericolosi per la salute. Infatti, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ha classificato una serie di IPA come probabili cancerogeni per l’uomo (Gruppo 2A e 2B), mentre il benzo(a)pirene è stato classificato nel gruppo 1 come cancerogeno per l’uomo.
Inoltre, con il termine generico di “diossine” si indica un gruppo di 210 composti chimici tossici per l’uomo e gli animali. La più tossica di tali sostanze è la Tetraclorodibenzo-para-diossina (TCCD), che già dal 1997 è stata riconosciuta quale agente cancerogeno per l’uomo (classificata nel Gruppo 1 dall’AIRC). Le diossine vengono emesse nei processi di combustione e i maggiori quantitativi provengono sicuramente dall’incenerimento dei rifiuti. Per ultimo, ma non meno importante, ricordiamo, tra i residui provenienti da questo processo il rilascio nell’ambiente di polverino di carbone (carbon black) facendo notare che si tratta di una sostanza che viene considerata molto probabilmente cancerogena (Gruppo 2 B). L’incenerimento dei rifiuti è una pratica estremamente dannosa per la salute e per l’ambiente che è sconsigliata dalla comunità scientifica internazionale, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unione Europea (direttiva europea in materia di rifiuti 2008/98/CE). Perché il Governo e Regione Lombardia si ostinano a puntare sugli inceneritori per la gestione dei rifiuti andando contro la normativa europea, contro la salute dei cittadini e contro ogni logica di difesa dei beni comuni indispensabili alla nostra esistenza?


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