Borgo di Varzi

Luogo: Varzi
Accessibilità: La principale via di accesso al paese è la strada statale 461 del Passo del Penice che risale la Valle Staffora. Varzi dista 30 km da Voghera, 55 da Pavia, 100 da Milano, 135 da Torino, 110 da Genova e 575 da Roma. E’ possibile raggiungere direttamente le città di Pavia e di Milano, nonché i centri minori dell’alta Valle Staffora, attraverso le autolinee Sapo, mentre la stazione ferroviaria più vicina si trova a Voghera con cui Varzi è collegata da un servizio di autotrasporto pubblico (Faa). Provenendo dalla A21 Torino-Brescia le uscite autostradale più vicine sono quelle di Voghera (32 km) o di Casteggio (40 km), provenendo dalla A7 il casello più vicino è quello di Casei Gerola che dista 36 km. Arrivando in paese in auto è possibile parcheggiare in Piazza della Fiera e quindi visitare il borgo a piedi, essendo quest’ultimo chiuso al traffico.
Anno di realizzazione: 1275 ( fondazione )
Storia: Varzi dovrebbe essere stata fondata dai Liguri qualche secolo prima della nascita di Cristo. Il nome significherebbe “paese sull’acqua” (da var, in ligure: acqua) e probabilmente infatti sorgeva, nella parte bassa, proprio sull’acqua. Per questo era spesso inondata dallo Staffora (che significa “sta fora”, ossia esce dagli argini). Il torrente nel corso dei secoli ha trasportato ghiaia e materiali alluvionali che hanno innalzato di 19 m il livello del suo letto. Il paese venne fondato vicino all’acqua, ma non tanto da rischiare periodiche inondazioni delle abitazioni, come invece accadde nei secoli successivi. Le inondazioni, frequenti fino ai secoli XII-XIII, riempivano le strade del borgo di fango e gli abitanti, ormai abituati alle piene del fiume, per potersi muovere in città fiorivano le vie con pezzi di ardesia, le cosiddette “ciappe”. Da allora ai giorni nostri il livello delle acque è rimasto pressoché costante. Dopo il 1164, quando l’imperatore Federico Barbarossa concesse ai Malaspina i territori dalle colline di Rivanazzano fino all’estremità nord della Toscana, essi lasciarono la scomoda Oramala per insediarsi a Varzi, in una posizione più elevata rispetto ai nuclei abitati esistenti: scelsero così la collinetta che divenne la sede del castello. Lo stemma originario della famiglia era lo spino secco (che ritroviamo sul portale d’ingresso e sulla torre). Nel 1221 vi fu la scissione con la formazione dei due stemmi (spino secco e spino fiorito): Oramala e Varzi adottarono lo spino fiorito. La svolta importante per Varzi avvenne nel 1275 quando, con l’elezione a sede di marchesato, e con un territorio che da Bagnaria arriva alla Val Trebbia, alla val Borbera e alla Val Curone, passò da piccolo nucleo a borgo di una certa importanza.


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