La maggior parte delle nuove abitazioni venne costruita nella parte alta, vicino al castello. Il criterio del progetto fu quello di tracciare il perimetro delle mura, inglobandovi il castello, individuare aree da destinare ad orti per la sopravvivenza in caso di assedio, lasciare alcune aree di utilizzo pubblico e dividere il rimanente in lotti edificabili. Le strade furono divise in principale, che collegava le due porte, fiancheggiata da portici cui si affacciavano le botteghe; secondarie, ortogonali alla principale e che servivano da collegamento interno; stradette di servizio che davano accesso alle stalle e ai depositi. Oltre alle due porte del borgo vi era anche la porta verso lo Staffora che portava ai mulini. Una quarta porta era posizionata ad est ed era chiamata Garenota o Garenosa. Contemporaneamente al borgo fu costruito il canale Lagozzo che serviva ad alimentare le pale del mulino e a mandare acqua in un possibile fossato esistente intorno al castello. Per l’approvvigionamento idrico erano sufficienti i pozzi scavati all’interno delle mura. Venne costruito anche un torrione di protezione inserito nell’angolo sud-est delle mura. Varzi contava circa 400-500 abitanti, ma presto arrivò la necessità di espandere l’originale borgo. Ciò avvenne verso est: si creò una lingua di terra che tendeva verso i monti e fu costruita la Porta Nuova. L’ampliamento avvenne più lentamente; iniziò alla fine del XV secolo e si sviluppò nel XVI. Fuori dal borgo non vi era nessuna casa di abitazione, se si escludono due ospedali che avevano la funzione di tenere fuori dall’abitato le persone provenienti dai monti o da valle che potevano essere infette.
Descrizione: Il borgo si trova sulla riva destra del torrente Staffora e conserva ampie testimonianze della sua storia nell’impianto urbanistico e nei monumenti. L’impianto dell’antico borgo è antico e pittoresco, caratterizzato da viuzze strette con portici bassi che ospitano piccole botteghe artigiane ed è dominato da due torri (Soprana e Sottana che vennero costruite insieme alle mura dopo la costituzione del Marchesato di Varzi nel 1275) sotto le quali si aprono le porte dell’abitato. Tra le due torri si trova Via Di Dentro, da sempre il centro propulsore del borgo in quanto, nel suo interno vi si affacciavano gli uffici principali, vi abitavano le famiglie più importanti, vi si leggevano le "grida" delle disposizioni comunali o del feudatario e vi si svolgevano le aste pubbliche. Nel centro, oltre alla chiesa parrocchiale (1580), si trovano gli oratori delle confraternite dei Bianchi (lato nord di Via Di Dentro) e dei Rossi (lato sud di Via Di Dentro), costruite nella prima metà del seicento. L'oratorio dei Bianchi è stato recentemente restaurato ed è unico nel suo genere perché, pur essendo molto piccolo, la pianta interna è a forma di quadrifoglio, ad imitazione delle grandi cattedrali.
Attuale destinazione d’uso: residenziale
Potenzialità: Il borgo e l’abitato di Varzi rappresentano un interessante esempio di insediamento medioevale fortificato; particolarmente interessante è il sistema idraulico costituito dall’invaso denominato Lagozzo, vera e propria opera di ingegneria idraulica medievale, per secoli motore propulsore di mulini, fucine, segherie, folli, pastifici e prima occasione di modernizzazione grazie a una delle prime centraline idroelettriche .

Bibliografia essenziale:
- Staffora dalle origini al medioevo (1996)
- Storia di Varzi Il borgo e la Valle Staffora nel XVI e XVII secolo (2001) http://www.comune.varzi.pv.it/Cultura%20e%20tradizioni/cultura.htm
http://www.varziviva.net/varzioli.htm
http://www.varziviva.net/strade.htm
http://www.varziviva.net/pianta.htm Storia di Varzi Il borgo e la Valle