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La maggior parte delle nuove abitazioni venne costruita nella parte alta, vicino al castello. Il criterio del progetto fu quello di tracciare il perimetro delle mura, inglobandovi il castello, individuare aree da destinare ad orti per la sopravvivenza in caso di assedio, lasciare alcune aree di utilizzo pubblico e dividere il rimanente in lotti edificabili. Le strade furono divise in principale, che collegava le due porte, fiancheggiata da portici cui si affacciavano le botteghe; secondarie, ortogonali alla principale e che servivano da collegamento interno; stradette di servizio che davano accesso alle stalle e ai depositi. Oltre alle due porte del borgo vi era anche la porta verso lo Staffora che portava ai mulini. Una quarta porta era posizionata ad est ed era chiamata Garenota o Garenosa. Contemporaneamente al borgo fu costruito il canale Lagozzo che serviva ad alimentare le pale del mulino e a mandare acqua in un possibile fossato esistente intorno al castello. Per l’approvvigionamento idrico erano sufficienti i pozzi scavati all’interno delle mura. Venne costruito anche un torrione di protezione inserito nell’angolo sud-est delle mura. Varzi contava circa 400-500 abitanti, ma presto arrivò la necessità di espandere l’originale borgo. Ciò avvenne verso est: si creò una lingua di terra che tendeva verso i monti e fu costruita la Porta Nuova. L’ampliamento avvenne più lentamente; iniziò alla fine del XV secolo e si sviluppò nel XVI. Fuori dal borgo non vi era nessuna casa di abitazione, se si escludono due ospedali che avevano la funzione di tenere fuori dall’abitato le persone provenienti dai monti o da valle che potevano essere infette. Bibliografia essenziale:
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