Castello di Oramala

Luogo: Frazione “Oramala”
Accessibilità: Da Milano e da Genova: uscita al casello di Casei Gerola; da Torino:uscita al casello di Voghera; da Piacenza: uscita al casello di Casteggio. Si prosegue per Voghera, si imbocca la SS 461 del Passo Penice in direzione di Varzi. A Ponte Nizza e/o a Varzi, seguire le indicazioni stradali.
Anno di realizzazione: XI secolo. Nel 1986 sono iniziati i lavori di restauro, da poco conclusi.
Storia: Costruito prima del 1000, appartenne quasi ininterrottamente ai marchesi Malaspina fino alla fine del XVIII secolo, e fu legato ad avvenimenti assai importanti. Il castello fece inoltre da sfondo agli scontri che videro i marchesi schierati a favore o contro i Visconti e gli Sforza di Milano. Distrutto da Niccolò Piccinino nel 1396, l’edificio venne ricostruito nel 1474 da Manfredi Malaspina con il permesso di Ludovico il Moro.
Leggende: Pare che ospitò anche Dante Alighieri, invitato alla corte di Marullo Malaspina, a Bobbio, tra il 1306 e il 1307 circa. Alla fine del XIII secolo Oramala accolse famosi trovatori, come Gerardo di Borboneilh, Uc de Saint Circ, Albert de Sisteron, che composero canzoni sull’avvenenza delle donne del casato.
Descrizione: Ciò che viene identificato come Castello di Oramala in realtà corrisponde solo a una parte di esso, vale a dire alla rocca. Il resto del complesso è andato perduto a causa delle numerose spogliazioni di materiale, utilizzato per costruire le abitazioni di alcune frazioni circostanti. La rocca è strutturata come un recinto quadrilatero, organizzata su due teste rafforzate, collocate a sud e nord. La prima consiste nell’enorme torre in pietra che domina su tutto; l’altra consiste in un gran corpo di fabbrica. Le corti murarie, di spessore minore, formano i fianchi del recinto, e si sviluppano fra torre e corpo di fabbrica. Nella muratura in pietra locale vi sono feritoie e aperture strombate, tipiche dei baluardi difensivi. La base delle pareti perimetrali è scarpata e delineata da una cordonatura sporgente. Alla sommità delle mura vi sono dei mensoloni in granito, che facevano parte degli originari piombatoi. Il portale d’ingresso al ricetto della rocca è ad arco ribassato ed è stato dotato di saracinesca, inserita nella sua sede originaria ancora presente nella muratura. I lavori di restauro hanno portato al rifacimento della volta caduta del locale destinato al corpo di guardia, situato sulla sinistra dell’ingresso. Immediatamente sopra questo locale troviamo la cappella gentilizia dedicata a Sant’Eufemia, già esistente nel XIII secolo. A fianco della cappella vi è il camminamento di ronda, che corre lungo i muri perimetrali. Sotto il cortile è presente un vano quadrato con pozzo centrale in pietra: da qui è possibile accedere alla torre attraverso un cunicolo collegato con il pozzo nella sala al piano terra della torre, utilizzato come riserva idrica. La torre, collocata a cavaliere del lato sud della rocca, ha una pianta particolare: una figura a semicerchio appoggiata ad un rettangolo; è databile alla prima metà del Quattrocento. Al piano terra vi è il pozzo. Nell’ala settentrionale si trova un locale sotterraneo con volte a botte in pietre a vista, identificabile come prigione: lì è anche visibile un antico sanitario.