Castello di Zavattarello

Luogo: Zavattarello
Accessibilità: dalla Piazza Dal Verme seguendo Via Marconi e Via Dal Verme
Anno di realizzazione: in un documento di Ottone I del 971 viene menzionato il castello
Storia: nel 971 il borgo di “Zavattarellum” è stato ceduto da Ottone I al monastero di Bobbio; nel 1169, il feudo, lungamente conteso tra i Pavesi e la città di Piacenza, passa in mano a quest'ultima; nel 1264, il vescovo di Bobbio infeuda Zavattarello al nobile piacentino Ubertino de' Landi, che elegge il castello a sua dimora rendendolo inespugnabile; signore della guerra, definito il “ghibellino più irriducibile dell’alta Italia”, ha ricevuto ben 24 scomuniche, si è asserragliato nel castello e ha resistito all’assedio papale per ben quattro anni, probabilmente grazie al pozzo interno al castello che garantiva l’approvvigionamento idrico; nei 15 anni successivi diventa il terrore della regione a causa delle continue razzie nei paesi e castelli vicini. Intorno alla rocca comincia a svilupparsi il borgo; col tempo e con la vecchiaia egli però decise di cedere i suoi possedimenti ai guelfi piacentini; nel 1209, per decisione dell'imperatore Ottone IV, Zavattarello ridivenne possedimento del vescovo di Bobbio; nel 1358, Gian Galeazzo Visconti convoca nel castello di Zavattarello le famiglie Beccaria e Landi, con cui forma la Lega di Voghera contro i Pavesi; si consolida così il dominio dei Landi sull'Oltrepò pavese. nel 1385, il vescovo di Bobbio cede la rocca a Jacopo Dal Verme, celebre condottiero e fondatore di una scuola militale conosciuta in tutta Europa, egli fu il primo della casata Dal Verme ad avere possedimenti nell'Oltrepo Pavese; nel 1390 la donazione è ratificata dal papa Bonifacio IX. Nel 1485 Lodovico il Moro fece avvelenare il conte Pietro Dal Verme, che non lasciò prole maschile: il Moro si impadronì cosi di Zavattarello e lo infeudò a Galeazzo Sanseverino, conte di Caiazzo. Nel 1499 Lodovico il Moro fuggì da Milano di fronte all'avanzata dell'esercito francese e si rifugiò in Germania, insieme a Sanseverino. Bernardino della Corte, cui era stato affidato il Castello di Milano, si arrese ai Francesi per denaro e fu ricompensato proprio col feudo di Zavattarello e con altri beni che erano appartenuti ai Dal Verme. Gli eredi di questa famiglia però continuavano a reclamare i propri diritti e nel 1512, alla morte di Bernardino, riebbero Zavattarello. Da parte sua, il Sanseverino si alleò ai Francesi e nel 1520 riottenne il feudo da Francesco I. Le lotte tra il Sanseverino e i Dal Verme terminarono solo con la morte del primo alla battaglia di Pavia nel 1525: da allora i Dal Verme rimasero padroni in contrastati del feudo. Nel 1817 Zavattarello passò dalla Diocesi di Bobbio a quella di Tortona e nel 1923, con Bobbio, fu aggregato alla provincia di Piacenza. Le proteste, sfociate in una clamorosa "marcia su Bobbio" nel dicembre 1924, costrinsero le autorità a organizzare un plebiscito che nel 1925, decretò il ritorno del centro sotto Pavia, la famiglia Dal Verme nel 1975 dona al Comune di Zavattarello il castello, gravemente danneggiato da un incendio nel 1944. Nel 1987 l'amministrazione comunale inizia il restauro conservativo della rocca.
Leggende: leggenda del fantasma: in una stanza all’ultimo piano sono avvenuti numerosi strani eventi che non hanno ancora una spiegazione. Questi eventi sono attribuiti allo spirito di Pietro Dal Verme, che dormiva in quella stanza nel XV secolo.
Descrizione: La rocca è un mirabile esempio di architettura militare ghibellina, la cui funzionalità le ha permesso di resistere a numerosi assedi senza mai venire espugnata. Il castello ha circa 40 stanze, la torre di avvistamento e le prigioni scavate nella roccia; dalla torre si può ammirare il paesaggio circostante, i castelli dei dintorni. Interessante è il sistema interno dei livelli, vi sono numerose scale secondarie, che suscitano molte interpretazioni e curiosità.
Attuale destinazione d’uso: sede museo di arte contemporanea