Chiesa Oratorio dei Rossi della confraternita della Santissima Trinità
Luogo Varzi
Accessibilità: pur essendo nel centro di Varzi tra la porta Soprana e la porta Sottana è quasi sempre chiusa, vi si celebra una o due volte l’anno. Le chiavi devono essere chieste o al parroco della vicina parrocchia di S.Germano o all’associazione “Varzi Viva” con sede nella via di fronte alla parrocchia stessa. La chiesa è di proprietà dell’Ente Parrocchia di San Germano in Varzi.
Anno di realizzazione: l’edificio risale al 1636
Storia: nella seconda metà del XVI secolo operava a Varzi un’associazione che praticava opere di pietà e assistenza cristiana. I fondatori erano quindici persone povere del posto che ottennero di riunirsi nell’oratorio di San Salvatore in Campo la prima domenica di ogni mese. Nel 1584 questo gruppo di volonterosi fece scrivere al vescovo di Tortona Cesare Gambara per avere il permesso di riunirsi nella nuova chiesa parrocchiale costruita in quegli anni al posto del vecchio oratorio di San Salvatore. Nel 1612 i consoli del comune di Varzi donarono ai confratelli un edificio diroccato per la costruzione dell’oratorio, ma per motivi sconosciuti l’opera non fu compiuta. L’iniziativa fu ripresa nel il 4 novembre 1616, quando i confratelli acquistarono un terreno da utilizzare per lo stesso scopo. Negli anni successivi acquistarono altri piccoli appezzamenti di terreno attigui a quello già comprato. Questi appezzamenti di terreno, che si trovavano dove vi è attualmente l’oratorio dei Rossi, erano perlopiù piccoli perché costituiti dagli orti di più proprietari. Il 26 giugno 1622 i confratelli della SS. Trinità stipularono con i fratelli De Grandi i patti e la convenzione per costruire il coro e l’oratorio della confraternita.La data scolpita sul portale della facciata indica l’anno 1636. Molto probabilmente la data si riferisce alla consacrazione del portale, mentre la consacrazione dell’oratorio è sicuramente anteriore. Dopo più di trent’anni si hanno notizie di spese fatte per completare l’oratorio. Nel 1672 sono notate le spese di calcina e le paghe ai mastri muratori per fare il muracione (il muro verso Staffora, base essenziale per costruire il campanile).
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