Nel 1595 la chiesa di Sant’Alberto fu eretta a parrocchia, ma durante i tre secoli successivi fu quasi totalmente abbandonata e in parte distrutta. Nel 1810, con l’avvento delle leggi napoleoniche, l’Eremo fu soppresso e requisito dal governo. Nel 1900 avvenne la riesumazione dei resti mortali di Sant’Alberto, depositati poi entro una statua di cera che si può vedere nell’abbadia e la cura di questa fu affidata a don Orione. Nel 1921 don Orione ripopolò l’Eremo collocandovi gli eremiti da lui stesso fondati nel 1899 e con loro anche un sacerdote in qualità di parroco. Questi sono ancora presenti in questo Eremo e conducono una vita di francescana semplicità e preghiera.
Descrizione Il complesso è dominato da un’alta torre quadrangolare, realizzata con funzione difensiva. il nucleo del monastero è formato da tre chiese, appartenenti ad epoche diverse. A sinistra della torre si trova la chiesa di S.Maria eretta da S.Alberto. Originariamente l’oratorio era ricoperto da capriate lignee, sostituite nel XV secolo da volte a crociera intervallate da robusti arconi in sasso e l’abside semicircolare presenta monofore riaperte dopo il restauro del 1973. Da S.Maria si accede, attraverso una porticina, al tempietto di S.Alberto, luogo in cui sono custodite le reliquie del santo: ai lati dell’altare si trovano affreschi quattrocenteschi, in particolare La Vergine tra Santi e Bertramino Malaspina, il miracolo di S.Alberto alla corte papale, un ritratto di un imperatore (forse Sigismondo di Lussemburgo, 1433-37). Il terzo oratorio,dedicato a S.Antonio, è trecentesco e presenta numerosi affreschi della fine del Quattrocento. Oltre la chiesa si scende a lato nel chiostro (XIV secolo) caratterizzato da arcatelle binate divise da colonnine e chiuse da pilastri; a sinistra ci sono resti del porticato cui si collegano gli edifici monastici.
Attuale destinazione d’uso: Oggi l’Eremo è meta di pellegrinaggio; risulta molto visitata ed è un punto di forza dell’intera zona.