Settore A

Le aiuole del settore A, posto all’estrema destra del rifugio, quasi sempre in ombra, accolgono numerose piante dalla fioritura precoce, quando la neve non è ancora del tutto disciolta; in particolare ricordiamo crochi, bucaneve, campanellini, scille, anemoni, ranuncoli. Un’aiuola del medesimo settore ospita invece una interessante raccolta di sassifraghe. In un’altra è presente Cypripedium calceolus, conosciuto anche come scarpetta di Venere, autorevole rappresentante della famiglia delle Orchidaceae.

Settore B

Il successivo settore B è costituito soprattutto da uno stagno dove vivono specie molto interessanti, caratterizzate tutte da una igrofilia più o meno accentuata. Al centro cresce abbondante la ninfea bianca (Nymphaea alba); dove la profondità dell’acqua diminuisce, si insediano il trifoglione d’acqua (Menyanthes trifoliata), il ranuncolo delle canne (Ranunculus lingua) e la sagittaria (Sagittaria sagittaefolia). Sui margini si affermano cortine di alte erbe quali tife, calami, epilobi, felci (tra cui la felce regale, Osmunda regalis), carici, iris (I. pseudacorus e I. sibirica). Tra queste piante si riproducono alcune rare orchidee dei suoli palustri quali Dactylorhiza incarnata ed Epipactis palustris. Ciò rappresenta un ottimo successo conservazionistico, in quanto tali specie vanno sempre più rarefacendosi sull’Appennino.

Settore C

Il settore C ospita numerose piante delle Alpi Marittime, delle Dolomiti, del Gran Sasso e delle Alpi Apuane. Tra queste alcune specie rare o endemiche quali Gentiana ligustica, Jovibarba allionii, Primula marginata, Saxifraga cochlearis (Alpi Marittime); Aquilegia einseleana, Gentiana clusii, Potentilla nitida, Saxifraga crustata (Dolomiti); Androsace villosa, Gentiana dinarica, Leontopodium nivale, Saxifraga porophylla, Thlaspi stylosum (Gran Sasso); Galium paleitalicum, Globularia incanescens, Moltkia suffruticosa, Potentilla appennina (Alpi Apuane).