La fornace

L’ Antica fornace di Varzi rappresenta una testimonianza di una delle tante e faticose attività che la popolazione locale sosteneva per vivere fino a poche decine di anni fa. Il materiale necessario alla produzione della calce veniva procurato da braccianti che estraevano i sassi di pietra calcarea da alcune cave nei pressi del paese attraverso lo stampo, cioè una punta di ferro che si piantava a colpi di mazzetta e si faceva girare simulando il movimento di un trapano; queste pietre venivano trasportate in paese mediante carretti trainati da buoi.

Già a partire dalla fine della guerra, invece, questi carichi di pietre venivano trasportati da camion fino alla fornace e in seguito venivano caricati su un vagoncino elettrico che li sollevava fino all’imboccatura della tramoggia. Vi sono anche alcune testimonianze riguardo l’esistenza di una teleferica che trasportava il materiale da una cava sulla sponda opposta del torrente Staffora, questo meccanismo era messo in movimento da una ruota idraulica azionata dalle acque del canale artificiale detto “Lagozzo”. Una volta dentro la fornace i sassi cadevano su una griglia sotto la quale ardeva il fuoco che li portava ad una temperatura di 700-900 gradi, trasformandoli in pietra calcinata; si ottenevano così i cosiddetti sassi cotti, che venivano acquistati dai muratori e messi nelle buche dove venivano lavorati con sabbia e acqua per ottenere la calce attraverso la reazione di “fioritura”.