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Tipo: Mele ( Frascona,Travaien,Ravasen e Rustaieu ), pere ( Giasò, Ruslen, Cavgion, William, Abate fetel e Kaiser ), ciliege, pesche, albicocche, prugne.
Frutti di bosco : more, fragole, lamponi
Dove: Ampie zone in Val di Nizza,
(il microclima della valle, che sa farsi mite grazie alla brezza marina che giunge dalla Liguria)
Periodo di coltivazione:
In primavera la fioritura regala al paesaggio l’aspetto di un acquerello, tutto variegato sulle tinte del bianco e del rosa e poi iniziano a maturare i primi frutti di bella forma e buon sapore.
Maggio: raccolta delle ciliege più precoci, dolci e carnose
Luglio: raccolta delle ciliege più tardive, seguono le albicocche, pesche gialle e rosse, dal profumo intenso e dal sapore dolcissimo.
Settembre - ottobre : raccolta delle mele e pere.
Storia del prodotto Ampie le zone coltivate a frutta e storica la presenza di commercianti specializzati nella vendita della frutta.
Erano loro a portarla nei mercati della città, prima sui carretti trainati dai buoi e cavalli e poi con i primi autocarri.
Un tempo la frutta si vendeva sulla pianta.
In primavera i commercianti attraversavano i frutteti e fissavano il prezzo.
Rischiavano, certo: in una stagione buona avrebbero guadagnato, ma se fosse stata funestata da tempesta o siccità avrebbero subito un danno.
La frutta era cibo prezioso per la gente di collina: con una pentola di pere o mele cotte e un pezzo di miccone si preparava la cena di una famiglia e si facevano contenti i bambini con dolci merende di albicocche e prugne.
Modo di coltivazione nei campi le piante erano disposte a file alternate, così che il sole potesse inondarle tutte e non si facessero ombra; spazio in abbondanza per passarvi l’aratro e i buoi.
Potenzialità La produzione abbondante a il fiorente commercio alimentavano l’industria conserviera che si era venuta a sviluppare in tutta la zona di Voghera: marmellate, mostarde e canditi, confezionati con la frutta di queste valli.
Bibliografia di riferimento:
- “VAL DI NIZZA”,2005
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