L’assassinio di Don Paolo Ghigini

L’assassinio del sacerdote Don Paolo Ghigini è stato un episodio molto grave, ancora oggi vivo nella memoria degli abitanti di San Pietro Casasco. Il sacerdote, il 26 agosto 1944 mentre era di ritorno da San Martino verso San Pietro Casasco, fu “colpito ai margini di un campo, allo scoperto e alla luce del sole, e finito barbaramente a pugnalate”, come racconta Don Pasquale Stafforini. Quel giorno Don Paolo si era recato all’Oratorio di San Martino per celebrare una messa di suffragio mentre già si sentivano i primi colpi di mortaio; terminata la funzione, il sacerdote si mise sulla via del ritorno, nonostante dato il pericolo la gente lo pregasse di rimanere. Egli non desistette e si incamminò. Dopo poche centinaia di metri fu assassinato. Il sacerdote era stato nominato prevosto di San Pietro Casasco nel 1909 ed era molto legato alla sua gente, pronto ad aiutare i bisognosi, a risolvere i problemi e alleviare le sofferenze altrui. Dalla sua personalità traspariva la sicurezza tipica di un animo intrepido. Durante il ventennio fascista Don Paolo rimase fermo nelle sue convinzioni antifasciste non cedendo né alle intimidazioni né alle minacce. La figura del sacerdote viene ricordata anche da Don Pierino Cristiani, cappellano della Resistenza nell’Oltrepò pavese, che nel libro “Ricordi di un cappellano della Resistenza...” lo definisce “una bella figura di prete montanaro… infaticabile, grande ammiratore di Don Sturzo… era antifascista per la pelle… da notare che non sarebbe stato capace di far male a una mosca”. Don Paolo Ghigini è rimasto nel cuore di molte persone e ciò che è accaduto il 26 agosto 1944 è un fatto estremamente tragico, le cui testimonianze oggi riportate sono diverse. Alcuni, come riporta Annibale Sclavi nel suo libro “Fuochi nell’Oltrepò”, pensano che l’assassinio sia avvenuto per mano dei fascisti; altri che siano stati i tedeschi, che avrebbero scambiato Don Paolo per un partigiano travestito da sacerdote; altri ancora sostengono che a togliere la vita al prevosto di San Pietro Casasco sia stato un gruppo di Varzesi, schierati con i fascisti e riconosciuti da un testimone.