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Introduzione La natura selvaggia del bosco e quella addomesticata delle colture hanno da sempre favorito sul territorio la presenza di animali selvatici.
Descrizione del luogo e delle infrastrutture:
Tale pratica era un tempo riservata ai nobili feudatari, che cacciavano con mute di cani e falchi ritti sulle braccia tese.
Successivamente, il venir meno di alcuni privilegi ha consentito a tutti di praticare l’arte venatoria e lungo le colline la selvaggina divenne preda ambita: ingrassava le magre tavole ed era simbolo di lusso e abbondanza.
Una natura selvaggia e un ambiente che non ha conosciuto l’abbruttimento di industrie
e grandi infrastrutture rendono il paesaggio di Val di Nizza ancora gradito alla selvaggina. Nobile o stanziale,come lepri, fagiani,pernici e selvaggina di passo,come
le quaglie,si aggirano per boschi e campi.
Da alcuni anni è tornato anche il cinghiale, che nel Medioevo pascolava nei boschi di castagni e querce a fianco dei maiali.
Accessibilità:
La presenza di riserve faunistiche permette di praticare la caccia nel rispetto dell’ambiente e delle norme.
Località: Val di Nizza
Quota altimetrica: 407 metri sopra il livello del mare.
Periodo di utilizzo: varia a seconda del tipo di caccia da voler praticare.
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