Sveglia alle 5:00.
La tappa di oggi è molto lunga. Quasi "50 km", corrispondenti a non meno di 12h di cammino senza soste.
Considerando la difficoltà e lunghezza del cammino, decidiamo di partire all’alba. Colazione abbondante. Doppio Passaggio obbligatorio in bagno per qualcuno.
Alle 6:00 in punto siamo già in cammino.
Il primo terzo del percorso è lo stesso della Via del Sale lombarda.
Prediamo la strada che scende di fianco all’albergo fino ad inerpicarci sulla cresta del Cavalmurone.
Aggiriamo il monte Carmo ed arriviamo, già stanchi, dopo circa 2 ore di cammino a Capanne di Carrega (nt. 1365).
La prima sosta è a Ca’ del Romano. Sono le ore 11:00 del mattino. Camminiamo ormai da circa 5 h e siamo lontani. Comincia a piovere e c’è tanta nebbia.
Riprendiamo dopo una buona bottiglia di vino e qualche cioccolata alla volta del paese di Fontanarossa in Val trebbia (paese natale delle mamma di Cristoforo Colombo).
Siamo pronti per intraprendere la discesa alla Val Trebbia.
Questa parte del cammino, fatta tutta di saliscendi, è una novità per tutti noi. Qualche minuto di difficoltà nel trovare il percorso da Ca’ del Romano.
I pochi appunti di viaggio in nostro possesso indicano un sentiero poco segnato nei pressi di una stalla, ma c’è tanta nebbia e non riusciamo a vedere neanche la stalla. Dopo poco, il Viandante Gianno trova la strada.
Da questo momento in poi, i Viandanti Ale Orgionauta e Avv. Culet cominciano a soffrire a causa di forti dolori al ginocchio.
La Viandante Avv. C. rallenta e si becca il primo "cazziatone" della Via del Sale dal Viandante Gianno.
Affrontiamo una lunga camminata, che si snoda tra sentieri sterrati, grandi prati e qualche salita, fino a Fontanarossa.
Poi una lunga discesa fino alla frazione di Bosco ed, infine, sbuchiamo sull’asfalto in prossimità del Ponte di Trebbia, ai piedi del paese di Casanova di Rovegno.
Ci sediamo qualche minuto per fare qualche foto. Il Viandante Ale confida alla truppa che, ai tempi dell’università, lo chiamavano "Foglie". Chissà come mai?!!!
Qualche cazzata, risate e si riparte.
Da qui mancano ben 12 Km per raggiungere il paese e sono tutti di asfalto.
Quasi tre ore di cammino.
Incontriamo il pulmino dell’A.S. Varzi, con 8 posti vuoti, appena oltrepassato il Ponte sul Trebbia. Il Viandante Robs alza le mani sperando di riuscire a fermarlo (anche solo per un saluto). Ma il pulmino non si ferma.
A dir la verità in quel momento nessuno di noi voleva sfruttare l’opportunità di un passaggio, tutti completamente inconsapevoli di quanto mancasse e di quello che ci stava aspettando.
La camminata sull’asfalto è forse la più dura dei primi due giorni. Dopo poco cala il buon umore. Nessuno ha la voglia e la forza di parlare. Passo dopo passo, distrutti e con i piedi fumanti, arriviamo a Casanova di Rovegno verso le 17:30. Sono più di 11 ore che siamo in giro.
La tappa di oggi dovrebbe chiudersi a Rezzoaglio, ma mancano ancora 12-13 km pari ad almeno 4 ore di cammino tra i monti, di cui 2 h di salita con elevata pendenza.
Abbiamo i visi sconvolti dalla fatica. Ci sediamo davanti al primo bar che incontriamo e decidiamo sul da farsi.
Il Viandante Gianno e il Viandante Cesco (dopo una serie di "sfide" alla "Maria de Filippi" che si sono lanciati lungo il percorso!!!), ridendo e scherzando, vorrebbero continuare. Sono stanchi anche loro, ma l’idea di non riuscire a portare a termine la Via del Sale - dovendo, il giorno seguente, chiudere la tappa almeno 15 km prima - è una possibilità che non vogliono accettare.
Beviamo una birra…
Per creare un po’ di "sana" tensione, qualcuno, ironicamente, comincia a parlare di "fallimento"; qualche altro "invoca" il consigliere Viandante Plus; la Viandante Avv. Culet propone di camminare per altre 2 ore e di chiudere la tappa sui monti, nella speranza di trovare un bivacco.
La verità è che nessuno di noi ha voglia di rimettersi in cammino.
Il saggio Viandante Robs, sentendo la parola "bivacco", si alza e va alla ricerca di un alloggio nell’albergo del paese. E’ l’unico convinto di poter recuperare il giorno seguente i km mancanti. Bravo Robs!
Chiudiamo la tappa dopo 11 h ore abbondanti di cammino.
Ci prepariamo per il balzo verso il mare dell’indomani, riposandoci e curando i nostri malandati piedi con ago e filo. Antipasti, pizza, bicchieri di rosso e mirto.
Il Viandante Gianno sviene alle ore 22.
I Viandanti Cesco e Avv. Culet dimenticano le fatiche della giornata, continuando a bere mirto rosso al bancone del bar in attesa del "fantomatico" conto del pernottamento e dei viveri per la colazione dell’indomani (un misero succo di frutta con brioche da consumare velocemente in stanza prima di ripartire).
Sono le 23:00. Il Viandante Ale ci aspetta paziente in stanza per festeggiare con una piccola "torta a sorpresa" il suo compleanno con tanto di candeline. 36 anni!
Chiamiamo il Viandante Robs per i festeggiamenti. Torta, beagles, birbis e a mezzanotte siamo tutti sotto le coperte.