|
Pagina 2 di 2 Ridiscendiamo a valle, ma ancora non imbocchiamo la strada provinciale e andiamo a visitare il mulino di Cecima, a fianco dello Staffora. È uno degli ultimi mulini ancora funzionanti nella zona, con la ruota, la roggia e le macine di pietra. Qui è possibile acquistare la buona farina di grano integrale e la farina gialla. Proseguendo, a fianco del mulino una piccola strada secondaria ci conduce verso San Ponzo, antico borgo restaurato con cura, che conserva nelle belle case in pietra e mattoni e nella struttura delle strade, la sua impronta medioevale. Dall'abitato si raggiunge in poco tempo l'antica grotta di San Ponzo, dove visse il Santo eremita. A pochi passi sgorga un'acqua miracolosa per le puerpere e nel bosco di castagni numerose tavole di legno e panche invitano alla sosta e al riposo. Passa di qui il sentiero che arriva fino alla val Curone. Riguadagnamo il fondovalle e raggiungiamo il paesino di Bagnaria. Lasciata la macchina in piazza è possibile salire verso la rocca lungo il profilo delle antiche mura, che la circondavano da ogni lato. Bagnaria è un centro molto antico, presumibilmente tardoromano. La chiesa parrocchiale conserva ancora le linee architettoniche romaniche, con soffitto a capriate. Nella piazza principale si trova il mercato coperto della frutta dove si tiene, a primavera, la sagra delle ciliegie. Una strada in salita collega Bagnaria a Livelli, una piccola frazione notevole per la dolcezza del clima, al riparo delle grandi rocce bianche. Uno stretto sentiero collega Livelli alla frazione di Pertuso e di qui a Pizzocorno e all'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, lungo l'antica strada medioevale, in mezzo ai boschi di castagno: la natura selvaggia, i boschi silenziosi, le rocce a strapiombo creano in questa valle un'atmosfera particolarmente suggestiva. Ripresa la strada provinciale si torna a Salice, passando per il comune di Ponte Nizza, allo sbocco della valle di Nizza. A Ponte Nizza è stata realizzata la centrale della frutta della Comunità Montana: è qui possibile acquistare la frutta che i produttori locali conservano nelle grandi celle frigorifere; in vari momenti dell'anno, inoltre, si svolge un mercato agricolo che vede riuniti gli agricoltori della zona con i loro prodotti tipici. Fra i mieli ricordiamo il tarassaco, l'acacia prodotto grazie ai numerosi boschi di robinia della zona, il castagno e il millefiori.
BIBLIOGRAFIA Alla scoperta della Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese Edito a cura della Comunità Montana Pag. 95
<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >> |