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II Giardino Botanico e le rupi ofiolitiche della Pietra di Corvo PDF Stampa E-mail
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Pubblicato da Carlo Marenzi   
mercoledì 08 marzo 2006

(presenza del Giardino Botanico Alpino e flora delle ofioliti; variabilità petrografica: marne, argille con calcare palombino, calcare a calpionelle, serpentiniti, basalti, gabbri, graniti ercinici).

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Percorso. Da Romagnese in Val Tidone, da Pecorara in Val Tidoncello o da Bobbio in Val Trebbia, si sale sino al piazzale sottostante il Giardino a quota 900 m. Saliti con una breve rampa al Giardino (930 m) si prosegue con un percorso ad anello in senso antiorario verso il Pan Perduto (1065 m) e la sommità della Pietra di Corvo (1078 m), scendendo infine di nuovo al Giardino.

Descrizione. A completamento della visita al Giardino di Pietra Corva si può ercorrere questo breve itinerario ad anello, che ci offe un primo approccio con l emersioni ofiolitiche che caratterizzano gran parte del territorio considerato.

I prospicienti affioramenti del Pan Perduto e della Pietra di Corvo, che emergono da formazioni sedimentarie di Argille a palombini, sono piccole masse di peridotiti serpentinizzate, tuttavia esse ospitano gran parte del campionario della flora che colonizza le ofioliti dell'Appennino settentrionale, in particolare la fritillaria, il lino a fiori gialli, l'armeria, la linaria prostrata, la costolina appenninica e l'alisso di Bertoloni; tra le felci sono diffuse Asplenium cuneifolium e A. septentrionale.
Sui terreni umidi si può ammirare una rara genziana: Gentiana pneumonanthe, e ad inizio primavera, quando ancora le fronde non sono apparse sui rami, campanellini, bucaneve, crochi e anemoni. Anche le briofite osservabili sono veramente numerose.

Esplorando queste tormentate rupi dalle conformazioni misteriose, evocatrici di paesaggi ancestrali, potremo riconoscere le tracce di antichi insediamenti: scavi e gradinate ricavate nella roccia, opera di popolazioni dell'Età del Bronzo. Raggiunta la vetta, il panorama di fronte a noi è emozionante: a sud gran parte dell'Appennino Ligure-Emiliano, dal M. Penice al M. Lesima e al Maggiorasca; a nord invece la sconfinata Pianura Padana, delimitata dalle giogaie delle Alpi.

Durante il percorso, che si svolge inizialmente tra cerri, roverelle e carpini, in seguito, all'interno, tra formazioni di faggio e, nel tratto finale, entro un impianto di pini, sarà possibile osservare le tracce, od avvertire la presenza, di numerose specie animali come il cinghiale, la volpe, la lepre, lo scoiattolo e la faina.

Si rinvengono pure anfibi quali il rospo e la rana agile, e rettili: il veloce ramarro, il vistoso biacco e anche l'elusiva vipera. Molto più visibile è, tuttavia, l'avifauna, in particolare la chiassosa ghiandaia, la cornacchia grigia, il merlo, il ciuffolotto; sono tuttavia osservabili anche specie tipicamente alpine quali la cincia dal ciuffo e il crociere. Sono presenti rapaci come la poiana, il falco pecchiaiolo e lo sparviere.

Non è infrequente ascoltare il canto del fringuello e della capinera. Nei recinti degli ungulati si trovano mufloni, daini e cervi.
La flora fungina è veramente ricca, vista la varietà di ambienti. Ricordiamo in particolare alcuni rari boleti (Boletus dupainii, B. fechtneri, B. rhodopurpureus, B. rhodoxanthus, B. radicans, Aueroboletus gentilis, Gyroporus castaneus).
Anche la presenza di licheni è molto abbondante (sono state censite oltre un centinaio di specie), soprattutto sulle pareti delle rupi serpentinitiche.

Volendo, il percorso può essere ampliato fino a raggiungere i "sassi neri" di Pozzallo, anch'essi frammenti di peridotite svettanti sopra il vasto mare di alberi che ricopre la zona, sarà allora possibile osservare altre interessanti piante quali Alyssoides utriculata, Sempervivum arachnoideum e una rara felce, Cheilanthes marantae.

 

BIBLIOGRAFIA


Il giardino di Pietra Corva
territorio, ambienti, itinerari
Edito da Provincia di Pavia
Settore Politiche agricole, Faunistiche e Naturalistiche
[I.G.M. foglio n. 179, sez. III]
Pag. 88, anno 2004


Ultimo aggiornamento ( martedì 04 aprile 2006 )
 
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