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Pagina 3 di 5 LA FAUNA
La Processionaria Si tratta di un lepidottero che popola normalmente le pinete senza arrecare particolari danni al bosco, a meno che le piante stesse non vengano a trovarsi in condizioni di sofferenza. L'impiego del Pino nero per la realizzazione di impianti artificiali, anche al di fuori di quello che è il suo areale, ha comportato un parallelo espandersi dell'areale della Processionaria del pino che ha sempre seguito il suo ospite. La schiusa delle uova avviene generalmente alla fine di agosto. Le larve cominciano a nutrirsi degli aghi di pino e tessono una sottile ragnatela affinché questi ultimi vi rimangano impigliati. L'alimentazione di queste larve dura tutto il periodo autunnale e parte di quello invernale. Poco prima del sopraggiungere dell'inverno le larve tessono una ragnatela più consistente formando il caratteristico nido invernale. In primavera le larve riprendono la loro normale attività e, quando escono dal nido, si dispongono in fila indiana, formando delle "processioni" talvolta anche molto lunghe. Giunte sui rami provvisti di foglie, si sparpagliano e divorano una grande quantità di aghi: è in questa fase che si verificano i danni maggiori. Ad un certo momento del loro sviluppo i peli che ricoprono le larve divengono urticanti e possono rappresentare un pericolo anche per l'uomo. Le larve raggiungono la maturità alla fine di aprile, primi di maggio, ed a questo punto abbandonano il nido per scendere a terra, sempre in lunghe processioni, e per andare ad interrarsi a 10-15 m. di profondità dove si incrisalidano.
Le farfalle fuoriescono dal terreno fra la seconda metà di giugno e i primi di agosto. Subito dopo l'uscita dal terreno, le farfalle, di abitudini crepuscolari, volano anche a notevole distanza dal luogo di origine, quindi si accoppiano e depongono le uova formando dei manicotti attorno a due aghi di pino nelle parti della chioma più soleggiate, scegliendo preferentemente le piante isolate o poste ai margini delle radure. In genere la femmina depone da 100 a 300 uova. La schiusa avviene dopo circa 30 giorni. Ad ogni ciclo, un certo numero di larve rimane nel terreno per sfarfallare dopo due, tre o, eccezionalmente, quattro anni. Le defogliazioni causate dalla processionaria determinano una riduzione degli incrementi legnosi e più defogliazioni successive possono portare alla morte interi rimboschimenti. Le piante infestate risultano indebolite e facilmente soggette ad attacchi di altri parassiti. Per la difesa dei boschi dall'attacco di questo insetto sarebbe auspicabile passare dai popolamenti puri di pino a formazioni miste con latifoglie, cioè verso formazioni più naturali e, quindi, più resistenti.
La Formica rufa Negli anni cinquanta furono iniziati degli esperimenti, condotti dall'Università di Pavia (Prof. Pavan), miranti al contenimento delle infestazioni dei fitofagi delle pinete, in particolare della Processionaria del Pino, tramite l'impiego di metodologie di lotta biologica. Il problema della Processionaria è stato affrontato trapiantando nell'area di Monte Alpe la Formica lugubris. Furono trasportati interi nidi di formiche prelevandoli nelle Prealpi lombarde (province di Bergamo e Brescia). Gli esperimenti sono continuati con gli ultimi trapianti sino ai primi anni '80 del secolo scorso. La maggior parte della popolazione di un formicaio è costituita da femmine, le operaie, cui spettano i compiti di difesa del nido, raccolta del cibo e allevamento della prole. Nei formicai maturi sono presenti numerose regine che depongono le uova necessarie alla sopravvivenza della colonia. La Formica lugubris vive nelle foreste dove costruisce nidi (chiamati acervi), accumulando grandi ammassi di aghi di conifere e scavando nel terreno sottostante. Trapiantata nei boschi di pino, la Formica lugubris ha imparato rapidamente ad utilizzare, in sostituzione degli aghi di Abete o di Larice (molto più leggeri), gli Aghi di Pino (più grandi e più pesanti). La parte del nido posta fuori terra sembra avere come scopo principale quello di accumulare calore per il rapido sviluppo delle larve. Nella parte sotterranea del nido si trovano per quasi tutto il periodo dell'anno le regine e vi trovano rifugio le operaie durante la brutta stagione. La presenza della parte sotterranea del nido consente la sopravvivenza di buona parte della popolazione anche in caso di danneggiamento della parte esterna ad opera di animali o anche di un incendio. L'alimentazione della Formica lugubris è composta per circa 1/3 da numerose specie di insetti, in particolare imenotteri e lepidotteri defogliatori, tra cui le larve di processionaria. L'attività predatoria operata dalla popolazione di Formica lugubris può contenere la proliferazione della Processionaria del Pino e quindi limitare i danni a carico del bosco.
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