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Percorso. Raggiunto il passo del Brallo (950 m), si risale dapprima in direzione dell'abitato di Pregola, per deviare subito dopo verso Dezza. Giunti ad un ampio spiazzo denominato "piano della faggeta" posto a quota 1070 m, si lascia la vettura per procedere a piedi verso il Monte Lago (1121 m); in alternativa si può procedere verso il Colle dell'Arpeselle (1054 m).
(motivi d'interesse: boschi e funghi, aree umide su substrato calcareo, minerali nelle ofioliti di Pregola) Descrizione: l'itinerario si sviluppa prevalentemente ai confini con la Provincia di Piacenza, ad un'altitudine oscillante sui 1000 m, lungo un comodo sentiero che attraversa prati e boschi misti di latifoglia con prevalenza di faggio, cerro e roverella. Il suolo è caratterizzato da alternanza di strati calcareo-argillosi, friabili e facilmente dissestabili. Nei prati, nelle radure, ma anche nel sottobosco, sono presenti numerose specie di orchidee, tra le quali le diffuse Orchis purpurea e Dactylorhiza sambucina, le meno comuni Orchis mascula, O. pallens e Nigritella rhellicani (N. gr. nigra). Sotto i faggi sono numerose le stazioni del delicato bucaneve (Leucojum vernum) e del profumatissimo fior di stecco (Daphne mezereum). I funghi che si possono osservare in queste zone, come ben sanno i molti micologi che le frequentano, sono veramente tanti: accanto alle specie che di solito vengono giudicate comuni e tipiche di questi ambienti ce ne sono altre che destano maggiore interesse, soprattutto per la loro rarità. Tra le entità più significative si segnalano i boleti tipici dei terreni calcarei, quali Boletus satanas, B. pulchrotinctus, B. torosus, B. radicans, B. rhodopurpureus, e altri invece indifferenti al substrato come Boletus queletii e B. fechtneri. Da non dimenticare la presenza di Boletus queletii e B. fechtneri, presso cerri, e di alcune interessanti specie dei prati: Hygrocybe konradii, Hy. citrinovirens, Langermannia gigantea e Calvatia utriformis. Nei vasti impianti di conifere (Abies alba, Picea abies, Pinus sylvestris, Pinus nigra, Larix decidua), spesso compenetrati da faggi e querce, la micoflora è estremamente ricca e variegata. In particolare si possono osservare abbondanti fruttificazioni di Tricholoma portentosum, T. equestre, T. terreum, Lactarius deliciosus, L. sanguifluus, Hygrophorus latitabundus, Hy. gliocyclus, Suillus tridentinus e S. variegatus. Da segnalare, per ricordarci anche delle specie velenose più conosciute, alcune stazioni di Tricholoma filamentosum, T. pardinum e Galerina marginata, accanto alle comuni Amanita pantherina, A. phalloides e alla rara, sempre in riferimento all'itinerario, Amanita muscaria. Tra la fauna solitamente osservabile a queste quote, è da segnalare l'interessante presenza della rana montana (Rana temporaria): questo grande anuro ha, in Europa, una distribuzione prevalentemente centro-settentrionale, e via via che ci si sposta verso sud si ritrova unicamente negli ambienti montani. Proseguendo da Monte Lago verso nord-ovest, lungo il sentiero che percorre la Costa Valletta, si giunge in vista di Pregola, che appare sovrastata da un grande affioramento di roccia ofiolitica (serpentinite) ove sono stati rinvenuti dei campioni di anatasio (biossido di titanio). Proseguendo invece verso sud-est in direzione di Colle dell'Arpeselle, lungo la carrareccia che scende in Val Trebbia, si possono osservare alcuni prati umidi con presenza di specie igrofile, quali gli eriofori (Eriophorom latifolium), una poco comune orchidea di palude, Epipactis palustris, e la parnassia (Parnassia palustris); ai margini dei prati umidi è anche presente un'orchidea rarissima per l'Appennino, la Gymnadenia odoratissima. Numerose sono le specie di carici e ricca è la flora briofita (Aneura pinguis, Campylium stellatum, Eucladium verticillatum, Palustriella commutata, P. falcata, Philonotis calcarea), in particolare quella legata ai substrati basici. Si può, in seguito, proseguire sin a raggiungere il crinale a 1177 m di altitudine, ove si ammira un vastissimo panorama sulla Val Trebbia e sulle vette della Val d'Aveto. BIBLIOGRAFIA Il giardino di Pietra Corva territorio, ambienti, itinerari Edito da Provincia di Pavia Settore Politiche agricole, Faunistiche e Naturalistiche [LG.M. foglio n. 196, sez. I; foglio n. 197, sez. IV] Pag. 106, anno 2004 |