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Pagina 1 di 2 Il percorso proposto ha il seguente itinerario: Stradella, Santa Maria della Versa, Golferenzo, Volpara, Canevino, Pometo, Casa Marchese, Le Moline, Crociglia, Zavattarello, Romagnese, Passo Tre Passi, Varzi.
Pochi chilometri di fondovalle separano Stradella da Santa Maria della Versa, sede dell'omonima Cantina Sociale, dominata dal castello di Donelasco e dalle torri di Soriasco. Siamo nel regno del moscato e dello spumante. I vigneti ordinati che ricoprono le colline producono Pinot Nero spumante, Pinot Grigio, Riesling Italico e Renano e Moscato. Lasciato il fondovalle entriamo nel territorio della Comunità Montana, verso Golferenzo, Canevino e Volpara. Di origine antica, i tre centri conservano ancora tracce della storia nei castelli medioevali e nelle torri che li dominano. Nel territorio comunale si trovano casali sparsi, fattorie e aziende agrituristiche attrezzate. Da Canevino la prospettiva si allarga verso l'Oltrepò collinare: verso il Monte Lazzarello, il Penice e la vetta del Lesima. La strada prosegue per Pometo e Ruino, correndo alta sul crinale delle colline: in fondo alle vallate si affollano i boschi, mentre sulle dorsali si susseguono ora vigneti, ora campi coltivati, ora borghi sparsi o raccolti attorno ad un campanile o ad una rocca. Sul bivio che porta a Ruino, in località Passo Carmine, una stradina porta al Boscasso, dove è possibile acquistare i formaggi caprini o gustarli direttamente in azienda. L'itinerario volge in discesa, verso il lago di Trebecco, al confine con il piacentino. Il lago è formato dallo sbarramento artificiale della diga del Molato, realizzata fra le due guerre e ora in via di consolidamento. Diversi ristoranti si affacciano su questo piccolo mare interno all'Oltrepò che presto sarà di nuovo colmato dalle acque del Tidone. Giriamo verso destra e iniziamo a risalire la valle del torrente Tidone, che nasce in alto, in comune di Romagnese. Il paesaggio cambia: iniziano i primi boschi e i versanti sono più dolci. Superato il gruppo di case di pietra di Le Moline, si scorge il profilo del castello di Zavattarello, all'incrocio delle due valli. Le grandi muraglie a strapiombo, il contorno severo degli spalti, il disegno nudo ed essenziale caratterizzano il castello di Zavattarello: abitato fino al dopoguerra, è ora adibito a sala congressi e alla presentazione di mostre. Durante la Resistenza, fu oggetto di aspri scontri e venne incendiato. Ai suoi piedi, si allarga il paese di Zavattarello, recuperato negli ultimi anni al suo antico stile medioevale, circondato da terreni coltivati a prati e cereali e da numerose frazioni e cascine sparse. Notevole è la chiesa parrocchiale che ancora conserva antiche strutture. L'Oratorio di San Rocco si erge nella piazza del paese, a testimoniare l'importanza del borgo e di tutte queste terre in epoca medioevale.
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