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Pagina 2 di 3 Al Pian della Morra la Comunità Montana ha costruito una capanna di legno, sempre aperta, attrezzata con il focolare esterno e le panche. Il nostro itinerario lascia la valle del Lella e scende in valle Staffora, supera il piccolo abitato di Cignolo, dove a fine luglio si celebra con una tradizionale festa il santo patrono, San Giacomo, e a Casanova Sinistra si ricongiunge con la provinciale di fondo valle. In alcune stalle della zona è possibile ancora vedere alcuni esemplari della razza bovina locale: la Varzese, una mucca piccola, dal colore del grano chiaro, usata un tempo per produrre sia il latte, sia la carne e per tirare i carri e gli attrezzi agricoli. La Varzese accompagnò per molti secoli la vita dei contadini di queste zone: si dice che addirittura sia arrivata qui al seguito dell'esercito di Annibale. Con il suo latte, particolarmente adatto alla caseificazione, si produceva il formaggio tipico della zona: la Molana, morbido e dolce da fresco, piu' saporito se lasciato invecchiare, ottimo condimento per la polenta, specie se grattugiato su un'abbondante dose di panna fritta. Sconfitta da razze piu' produttive, la Varzese resiste in poche stalle e sta ormai scomparendo. La strada si dirige ora verso l'alto, verso un paesaggio ricco di boschi e incolti. Poco prima del paese di Cegni, un cartello sulla destra segnala lo sterrato che porta alla chiesetta del Bocco. Qui negli anni '50 una bimba vide la Madonna; in seguito, per molti anni ancora, le apparve e le parlo'. La frazione di Cegni appare al turista in tutta la grazia delle case in sasso, amorevolmente recuperate dagli abitanti; a ferragosto si celebra il Carnevale Bianco e il ballo del Brutto e della Povera Donna. Al suono dei pifferi e delle muse il corteo nuziale si snoda per le antiche strade arredate con i mobili e gli attrezzi della tradizione. Ricca di fascino è anche la processione del Venerdì Santo, in cui il Bene e il Male si fronteggiano in un antico rito, al suono cupo delle sghistre. Ora la strada si fà più ripida: grandi boschi di faggio e larici la costeggiano, l'ambiente è tipicamente montano e i verdi pascoli si alternano ai boschi. Un bivio a sinistra conduce alla frazione di Negruzzo, celebre per la festa patronale che qui si celebra dopo ferragosto. In tale occasione si gustano i piatti tipici e si ballano le antiche gighe e monferrine fino a notte fonda.
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