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Pagina 1 di 3 Il torrente Lella è un piccolo affluente dello Staffora. Il percorso che viene proposto ha il seguente itinerario: Varzi, Castello di Nivione, Cella, Castellaro, Cignolo, Casanova Sinistra, Cegni, Pian dell' Armà, Passo del Giovà, Casale Staffora, Pianostano, Fego, Casanova Staffora, Varzi.
Il torrente Lella è un piccolo affluente dello Staffora. Con il suo breve corso ha scavato una piccola, ma singolare, valle percorsa dalla strada comunale che da Varzi raggiunge la frazione di Cella e di qui la Val Curone in Piemonte. Dalla Piazza della Fiera di Varzi si imbocca il ponte sullo Staffora in direzione di Nivione; a destra, invece, la strada porta alla frazione di Caposelva, un delizioso piccolo borgo immerso nei frutteti e a Casa Bertella, dove si trova un'azienda agrituristica con maneggio. La strada si inoltra nel fondovalle, boschi ripidi e fitti si alternano ai frutteti; fra mille curve si arriva alle frazioni di Nivione, Castello di Nivione, Fontana di Nivione. A tratti il verde della vegetazione è spezzato da pennellate di bianco: sono i calanchi, che in questa zona assumono forme bizzarre dando l'impressione di trovarsi in un paesaggio lunare. Essi emergono, a volte dal mezzo di un campo, a volte dalle pendici scoscese della montagna. La valle si apre lentamente, salendo verso la frazione di Cella di Varzi: a destra ancora resistono i resti di un antico castello. Si può parcheggiare la macchina e visitare due luoghi che testimoniano la storia di queste valli, anche se in modo molto diverso: il Tempio della Fraternità, dove sono raccolti vari cimeli delle guerre arrivati fin qui da tutto il mondo, o il piccolo mulino, facilmente raggiungibile dalla strada asfaltata, testimonianza antica del mondo contadino fatto di lavoro e di fatica. La strada sale di nuovo verso sinistra, fino al paese di Castellaro. Castellaro è costituito da una collana di vecchie case che si sgrana su un passo panoramico da cui, nelle giornate piu' limpide, si ammirano la Pianura Padana e le Alpi. Inutile cercare i resti di un castello: Castellaro deve il suo nome a Castelliere, poiché qui abitarono i nostri antenati liguri, in accampamenti difesi da roccioni naturali, in posizione strategica, alti sulla valle. Il paese è circondato da castagneti ed è meta dei cercatori di castagne e funghi; i boschi sono aperti a tutti, nel rispetto dovuto alle piante e al prezioso sottobosco. Le castagne rappresentavano una voce importante nell'economia rurale. Da Castellaro passa il sentiero del CAI che, risalendo da Varzi, raggiunge la cima del Monte Boglelio, in localita' Pian della Morra, per proseguire verso il Monte Chiappo e di qui verso il mare, lungo l'antica Via del Sale.
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