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Tra la Val Curone e la Val Staffora PDF E-mail
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Scritto da Carlo Marenzi   
Giovedì 09 Marzo 2006 11:05

Percorso: risalendo la Valle Stàffora si giunge a Bagnaria, ove si devia sulla destra per S. Sebastiano Curone.
Sul valico con la Val Curone, in località Cà del Monte, ha inizio il percorso dell'itinerario (di interesse paleontologico, antropologico, botanico).

Descrizione. Raggiunto il crinale il panorama ci sorprenderà. La nostra attenzione sarà catturata da una successione di potenti emersioni rocciose che appartengono alla formazione geologica che prende nome dal prospiciente Monte Vallassa (750 m) [Arenarie di M. Vallassa: arenarie più o meno cementate, brecce bioclastiche e conglomerati risalenti al Miocene (Tortoniano-Serravalliano)].

All'interno di questi litotipi, i fossili marini sono numerosi: in particolare i gusci di brachiopodi e di molluschi. Non stupiamoci perciò se ci imbattiamo in qualche guscio di conchiglia (ricordiamoci tuttavia che la raccolta dei fossili è vietata su tutto il territorio nazionale).
Purtroppo, capita spesso che tali reperti siano molto fratturati o incoerenti.

Questa antica fauna marina, oltre ai bivalvi, comprende alghe, coralli, briozoi, echinidi, gasteropodi (rari) e anche crostacei (in particolare balanidi); non mancano i resti di vertebrati rappresentati essenzialmente da squali (se ne rinvengono gli acuminati denti).

Le formazioni arboree sono costituite da bosco termofilo di querce, ai cui margini si possono osservare numerose specie di orchidee tra cui molte ofridi oltre al singolare "barbone", Himantoglossum adriaticum, e altre interessanti entità.

Sulle rupi è inoltre presente il grazioso eliantemo degli Appennini, dai candidi fiori, simile ad un piccolo e fragile cisto.

Sostando in questi luoghi silenti sarà possibile avvertire la furtiva presenza di piccoli abitanti del bosco (moscardino, scoiattolo, topo quercino) e scorgere nel cielo l'elegante volteggio della poiana.

Su queste rocce verticali, utilizzate oggi come palestra di roccia, sono ancora evidenti le vestigia di un "castelliere" dell'Età del Ferro (anticamente costituito da trincee, muri di difesa e capanne).

È inoltre individuabile un interessante camminamento, scavato nella roccia che delimitava il lato sud del castelliere; ad un'estremità vi era una grotta, la cui volta è oggi quasi completamente crollata, ove nel 1953 furono ritrovati una serie di vasi datati all'Età del Ferro, oltre ad una statuetta di fattezze etrusche.

 

BIBLIOGRAFIA


Il giardino di Pietra Corva
territorio, ambienti, itinerari
Edito da Provincia di Pavia
Settore Politiche agricole, Faunistiche e Naturalistiche
[I.C.M. 178, sez III]
Pag. 96, anno 2004
 

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