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Via Patrania - Via del Sale - Via del Mare PDF E-mail
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Scritto da Carlo Marenzi   
Mercoledì 04 Febbraio 2009 19:57

Le scelte sono moltissime, si sono creati percorsi tematici (via del vino, della castagna, via delle abbazie), o percorsi che ricordano tradizioni (via della transumanza) o percorsi che ricordano movimenti di merci (via del sale).

Copyright Associazione Io credo che non ci sia proprio nulla da inventare, i percorsi da scegliere sono le vie di comunicazioni più importanti che nel corso del secolo, oserei dire dei millenni hanno collegato le comunità.
Ebbene noi già l’abbiamo, è conosciuta dalle comunità del mare e del monte, solo che non è conosciuta nella sua interezza ed è il principale sentiero di crinale che dalla foce dellEntella sale su per costa Monte Anchetta, N.S.di Montallegro, Monte Lasagna,  Passo Spinarola, Monte Becco, principale crocevia per la Genova del Levante , Nervi, Sori, Recco oppure su verso nord S.Alberto, Scoffera ,Costiera Rossi, Lavagnola, sfiora Torriglia, Donetta, Prela, MonteAntola, Cabanne di Romano, Cabanne di Carrega, Monte Carmo, Cavalmurone, Cabanne di Cosola di Pey e qui altro grande crocevia verso il Curone e Tortona, La Staffora e Varzi ,Il Brallo e Bobbio e poi su verso Pietra Corvo sino a scendere verso Casteggio, e le pianure.  
Vi voglio ricordare due fatti che mi hanno rivelato la sua esistenza. Un paio di estati fa, era una sera di un luglio piovoso, sono interpellato per dare aiuto ad una comitiva composta da qualche gruppo famigliare di una decina di persone, bambini compresi che stanchi e intirizziti cercavano alloggio nella Torriglia estiva satura di villeggianti.
Copyright Associazione In qualche maniera ho pensato a loro, ma mi colpì il fatto che provenivano da Vigevano e per cresta di monte volevano raggiungere il mare a piedi.
Ancora, ricerche storiche presso l’archivio Doria Pamphily di Roma mi hanno consentito di rintracciare un antico quadernetto del 1739 ove erano annotate le caricate del sale sulle carovane di muli dai magazzini della Repubblica di Genova a Recco verso la pianura Padana.
Ebbene erano quelli carichi destinati ai nostri Borghi dell’entroterra, a servire la Val Pentemina, l’Alta Val Trebbia, l’Alta Val Scrivia, la Val Brevenna, la Val Borbera, la Val Curone, la Valle Grue, La Valle Spinti, la Val Staffora, la Val Tidone, la Val Tidoncello.
Altre ricerche mi hanno permesso di appurare che questa strada nella seconda metà del 700, era la Direttrice principale per Milano, stante i pessimi rapporti con i Savoia.
Una riflessione attenta evidenzia l’estrema importanza dell’itinerario che ha rappresentato per secoli la Via principale dalla Riviera di Levante alla Pianura, tutta tracciata in quota su crinale che raggiunge le destinazioni senza ponti od altre opere importanti, tipica delle piste preromane.
In corrispondenza dei nodi orografici corrispondevano gli accessi ai vari fondo valle assimilabili alle odierne uscite autostradali.
Questa Via che per lo meno nella parte iniziale e mediana assumeva l’antica denominazione di Via Patrania o Patranico dall’omonima Abbazia di monaci benedettini esistente in zona già prima dell’anno mille, penso si possa comparare alla più famosa Via Postumia che raggiungeva la pianura dalla Riviera di Levante.
Tracce evidenti già note rivelano le strutture di servizio e controllo sui viaggiatori e mulattieri Castelli, Torri, Ospitali,Conventi.
L’itinerario ha una grande valenza naturalistica poiché mette in comunicazione zone di grande pregio come il Parco di Portofino a quello dell’Antola, alle Capanne di Cosola, di Pey, fino alle pinete del Brallo ed interseca nella zona del monte Lavagnola l’Alta Via dei Monti Liguri.
Soprattutto collega ben quattro Regioni, Liguria, Piemonte, Emilia, Lombardia.
Lungo questa direttrice si sono sviluppati fenomeni migratori come quello dei lavoratori stagionali verso Milano o verso le risaie della Lomellina, o quelli inversi dei pifferai che venivano a fornire divertimento nei paesi di Liguria.
Ha accompagnato tutti i movimenti della Resistenza durante il 44-45, zone come Torriglia, Piani di Caprile, Antola, Pertuso, Penice sono ancora nella memoria dei nostri vecchi.
 
Mauro Casale
 
Immagini gentilmente concesse dall'associazione "Tra l'Antola e il Mare"

 

 

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