| Il Sentiero di Frate Ave Maria |
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| Scritto da Carlo Marenzi | |||
| Mercoledì 10 Marzo 2010 11:46 | |||
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L'Associazione Culturale "La Pietra Verde" propone un itinerario affascinante lungo i crinali di S. Alberto di Butrio e Oramala.
Descrizione del tracciato Arrivati a un bivio, si piega a destra abbandonando l'Anello del Re e si prosegue su strada asfaltata raggiungendo in pochissimi minuti la piccola frazione di Case Fontanella 718 m s.l.m. Superato e lasciato alla nostra destra il piccolo nucleo di case, si abbandona la strada asfaltata e si piega decisamente a destra in leggera discesa, costeggiando alcuni coltivi. Ora il sentiero attraversa dapprima boschi di castagno, poi in ripida discesa, costeggiando alla nostra sinistra un burrone che ci scorta nel greto del piccolo Torrente Crenna un affluente del Torrente Staffora a 580 m s.l.m. Giunti ad un incrocio, si piega a sinistra, abbandonando il Sentiero degli "Eremiti" che, proseguendo alla nostra destra, conduce dapprima al paese di Sagliano Crenna ed infine a Varzi. Si prosegue per un tratto fiancheggiando il piccolo torrente che in questo luogo diventa rigagnolo e si risale sul versante destro fino ad incrociare il sentiero "Le Tre Torri" che dal paese di Sagliano Crenna conduce al castello di Oramala, si svolta a sinistra e si segue la bellissima sterrata sul crinale che divide i due valloni formati dai Torrenti Crenna alla nostra sinistra e dal Rio Lazzuola alla nostra destra terminando la loro corsa rispettivamente nei pressi della frazione di Ponte Crenna 360 m s.l.m. e Varzi 410 m s.l.m. nel Torrente Staffora. Si prosegue sul crinale attraversando boschi misti e raggiungendo dopo circa trenta minuti abbondanti la strada provinciale Casa Ponte - Varzi. Ora si svolta a destra, in discesa, seguendo la strada asfaltata e si raggiunge il castello di Oramala 758 m s.l.m. in circa 15 minuti di cammino. Si prosegue sul famoso sentiero: "Il Passo dell'Aquila" che ci accompagna attraversando boschi di conifere e castagno, fino ad arrivare alla sommità del Monte Cucco 870 m s.l.m. In questo punto incrociamo il sentiero: La Ciapèra" che seguiremo fino alla frazione di Rosara. La denominazione dialettale "ciap" oppure "ciapèra" deriva dalla sua particolare caratteristica, il fondo, costituito in massima parte da roccia vergine tagliata e modellata dall'intervento dell'uomo e dall'erosione degli agenti atmosferici, oltre all'elevata pendenza atta a superare il forte dislivello, conferiscono allo stesso percorso l'aspetto di una gigantesca scala. Nel secolo scorso questa strada veniva utilizzata dagli abitanti di Rosara e dintorni per recarsi nei boschi al fine di recuperare legname e altri prodotti e per condurre al pascolo il bestiame. I contadini, con i dovuti accorgimenti suggeriti dalla loro collaudata esperienza, utilizzavano il percorso per trasportare a valle la legna su slitte trainate dai buoi. Un segmento di strada che rappresentava solo una parte di un più lungo tragitto utilizzato dagli abitanti dell'alta Val Tidone e alta Ardivestra per recarsi al mercato di Varzi dove portavano le loro merci per la vendita e acquistavano beni per il fabbisogno familiare. Questi viandanti, che dovevano affrontare il percorso con il carico degli acquisti durante le calde giornate estive o sotto altre intemperie, erano ben coscienti delle difficoltà che l'impervia "ciapèra" presentava. Prima di iniziare l'ascesa, infatti, era necessaria una sosta presso l'osteria di Rosara per riposarsi e rifocillarsi, occasione questa che dava la possibilità di socializzare con gli abitanti di questo borgo. Giunti alla piccola frazione di Rosara, il percorso prosegue ancora su strada asfaltata raggiungendo il centro di Varzi in circa 20 minuti. Maggiori informazioni: http://www.lapietraverde.info/
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