| Da Salice Terme a Bagnaria |
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| Scritto da Carlo Marenzi | |||||||
| Giovedì 02 Marzo 2006 12:48 | |||||||
È sicuramente Salice Terme il centro piu' famoso della zona, sede di numerosi congressi e incontri di studio, di gare sportive. I suoi giardini e i ristoranti sono un punto di ritrovo abituale, un salotto posto tra Voghera, Tortona, Casteggio e Varzi. Nel cuore di Salice sorge l'antica Fonte Salus, che risale al primo secolo a.C. In quest'epoca fu scavato il primo pozzo, profondo 18 metri, per curare con l'acqua salsobromoiodica Cesare di ritorno dalle Callie; cosi' narra la leggenda e in effetti furono qui rinvenute armi, fibule e altri reperti romani a testimoniare l'antichita' della fonte. Da Salice partono numerose strade a raggiera, verso le colline e verso la pianura o il mare. Tralasciando la strada provinciale si puo' iniziare una piacevole escursione, risalendo le colline che separano l'Oltrepo' Pavese dal Tortonese, verso la chiesetta di San Bartolomeo. Da questo sottile spartiacque la vista spazia su tutta la Pianura Padana. La strada segue il profilo del crinale e sale dolcemente; con l'allargarsi dell'orizzonte si scorgono via via le vallate limitrofe, le macchie bianche delle frazioni, il profilo di torri e castelli: Montalto, Nazzano, Pozzol Groppo. Superata l'Alta Collina, si scende verso Godiasco. Poco prima del ponte sullo Staffora, una strada laterale, verso destra, risale la valle: lontana dal traffico, costeggia il torrente, attraversando piccole frazioni in sasso, campi di erba medica, distese di grano e frutteti. La strada corre sul confine tra Lombardia e Piemonte, supera la bella chiesa romanica di S. Maria Assunta, a Biagasco, con l'antico campanile romanico e, attraverso una vasta zona coltiva, raggiunge il bivio per Cecima. Concediamoci una breve deviazione per visitare il paese, arroccato alto sulla valle, sul passo che porta verso la val Curone. La sua posizione strategica ne fece nel medioevo una rocca fortificata, con castello, muraglioni e torri di cui ancora rimangono tracce. Da Cecima parte il sentiero che, seguendo il profilo della costa arriva fino a Guardamonte: sorgeva quassù un antico castelliere ligure, su questo sperone di roccia dove il sole batte fino a tardi e da cui si controllano la pianura e i passi. Furono qui ritrovati numerosi reperti archeologici e ora è in atto una campagna di scavi. In epoca ancora più lontana, il mare lasciò nelle rocce infiniti segni del suo passaggio, conchiglie fossili e scheletri di pesci; ora, su queste tracce remote, si arrampicano i sassisti, che qui hanno una delle poche palestre della zona. Ridiscendiamo a valle, ma ancora non imbocchiamo la strada provinciale e andiamo a visitare il mulino di Cecima, a fianco dello Staffora. È uno degli ultimi mulini ancora funzionanti nella zona, con la ruota, la roggia e le macine di pietra. Qui è possibile acquistare la buona farina di grano integrale e la farina gialla. Proseguendo, a fianco del mulino una piccola strada secondaria ci conduce verso San Ponzo, antico borgo restaurato con cura, che conserva nelle belle case in pietra e mattoni e nella struttura delle strade, la sua impronta medioevale. Dall'abitato si raggiunge in poco tempo l'antica grotta di San Ponzo, dove visse il Santo eremita. A pochi passi sgorga un'acqua miracolosa per le puerpere e nel bosco di castagni numerose tavole di legno e panche invitano alla sosta e al riposo. Passa di qui il sentiero che arriva fino alla val Curone. Riguadagnamo il fondovalle e raggiungiamo il paesino di Bagnaria. Una strada in salita collega Bagnaria a Livelli, una piccola frazione notevole per la dolcezza del clima, al riparo delle grandi rocce bianche. Uno stretto sentiero collega Livelli alla frazione di Pertuso e di qui a Pizzocorno e all'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, lungo l'antica strada medioevale, in mezzo ai boschi di castagno: la natura selvaggia, i boschi silenziosi, le rocce a strapiombo creano in questa valle un'atmosfera particolarmente suggestiva. Ripresa la strada provinciale si torna a Salice, passando per il comune di Ponte Nizza, allo sbocco della valle di Nizza. A Ponte Nizza è stata realizzata la centrale della frutta della Comunità Montana: è qui possibile acquistare la frutta che i produttori locali conservano nelle grandi celle frigorifere; in vari momenti dell'anno, inoltre, si svolge un mercato agricolo che vede riuniti gli agricoltori della zona con i loro prodotti tipici. Fra i mieli ricordiamo il tarassaco, l'acacia prodotto grazie ai numerosi boschi di robinia della zona, il castagno e il millefiori.
BIBLIOGRAFIA Alla scoperta della Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese Edito a cura della Comunità Montana Pag. 95
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