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Saliamo a Varzi da Stradella PDF E-mail
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Scritto da Carlo Marenzi   
Giovedì 02 Marzo 2006 14:52
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Saliamo a Varzi da Stradella
Pagina 2
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Il percorso proposto ha il seguente itinerario: Stradella, Santa Maria della Versa, Golferenzo, Volpara, Canevino, Pometo, Casa Marchese, Le Moline, Crociglia, Zavattarello, Romagnese, Passo Tre Passi, Varzi.

Pochi chilometri di fondovalle separano Stradella da Santa Maria della Versa, sede dell'omonima Cantina Sociale, dominata dal castello di Donelasco e dalle torri di Soriasco. Siamo nel regno del moscato e dello spumante. I vigneti ordinati che ricoprono le colline producono Pinot Nero spumante, Pinot Grigio, Riesling Italico e Renano e Moscato.

Lasciato il fondovalle entriamo nel territorio della Comunità Montana, verso Golferenzo, Canevino e Volpara.

Di origine antica, i tre centri conservano ancora tracce della storia nei castelli medioevali e nelle torri che li dominano. Nel territorio comunale si trovano casali sparsi, fattorie e aziende agrituristiche attrezzate.

Da Canevino la prospettiva si allarga verso l'Oltrepò collinare: verso il Monte Lazzarello, il Penice e la vetta del Lesima.

La strada prosegue per Pometo e Ruino, correndo alta sul crinale delle colline: in fondo alle vallate si affollano i boschi, mentre sulle dorsali si susseguono ora vigneti, ora campi coltivati, ora borghi sparsi o raccolti attorno ad un campanile o ad una rocca.

Sul bivio che porta a Ruino, in località Passo Carmine, una stradina porta al Boscasso, dove è possibile acquistare i formaggi caprini o gustarli direttamente in azienda.

L'itinerario volge in discesa, verso il lago di Trebecco, al confine con il piacentino. Il lago è formato dallo sbarramento artificiale della diga del Molato, realizzata fra le due guerre e ora in via di consolidamento. Diversi ristoranti si affacciano su questo piccolo mare interno all'Oltrepò che presto sarà di nuovo colmato dalle acque del Tidone.

Giriamo verso destra e iniziamo a risalire la valle del torrente Tidone, che nasce in alto, in comune di Romagnese. Il paesaggio cambia: iniziano i primi boschi e i versanti sono più dolci. Superato il gruppo di case di pietra di Le Moline, si scorge il profilo del castello di Zavattarello, all'incrocio delle due valli.

Le grandi muraglie a strapiombo, il contorno severo degli spalti, il disegno nudo ed essenziale caratterizzano il castello di Zavattarello: abitato fino al dopoguerra, è ora adibito a sala congressi e alla presentazione di mostre. Durante la Resistenza, fu oggetto di aspri scontri e venne incendiato.

Ai suoi piedi, si allarga il paese di Zavattarello, recuperato negli ultimi anni al suo antico stile medioevale, circondato da terreni coltivati a prati e cereali e da numerose frazioni e cascine sparse.
Notevole è la chiesa parrocchiale che ancora conserva antiche strutture. L'Oratorio di San Rocco si erge nella piazza del paese, a testimoniare l'importanza del borgo e di tutte queste terre in epoca medioevale.


Da Zavattarello due strade conducono verso il Passo Tre Passi: una percorre tutta la Val Tidone, l'altra, più stretta, tocca le frazioni di Tovazza e Pradelle, attraversando i boschi. Entrambe si ricongiungono a Romagnese, sede dell'omonimo comune. La valle si restringe, chiusa fra il profilo aspro del Monte Calenzone e del Monte Pietra di Corvo.

Siamo ormai in montagna: boschi di faggio, pini e larici racchiudono la strada, in fondo scorre il Tidone, sulle pendici numerose frazioni, anche molto in alto, testimoniano la presenza umana.

Qui si allevano pregiati capi bovini da carne, che vivono in libertà sui pascoli per molti mesi all'anno, secondo un tipo di allevamento semibrado ormai tipico dell'alta Valle Stàffora.

Romagnese risale sicuramente all'epoca dell'alto medioevo. L'imponente castello è stato recuperato ed è ora sede del municipio. Sparsi nelle frazioni, agli incroci delle stradine di campagna, numerosi oratori testimoniano il legame di fede fra la gente di quassù e il Cristianesimo.

Da Romagnese si raggiunge, lungo il sentiero segnalato, il Giardino Alpino di Pietra Corva, dal nome dal Monte Pietra di Corvo, che si nota subito tra i monti circostanti per la sua forma caratteristica e il suo aspetto roccioso, aspro, quasi cupo. L'effetto è dovuto alla presenza di rocce che un tempo giacevano sul fondo dell'oceano e sono poi state portate in superficie durante la formazione dei rilievi.

I primi lavori per la realizzazione del giardino iniziarono nel 1967 ad opera del dottor Alfredo Ridella, medico veterinario, grande appassionato di botanica. Egli raccolse quassù molte specie di vegetali rare e comuni, provenienti da ambienti lontanissimi fra loro: le Ande, i Carpazi, i Pirenei, le Alpi, per farle conoscere a tutti. Si possono vedere anche i caprioli e nel bosco abitano diversi esemplari di gufi e civette. Il Giardino è dotato di una comoda baita in legno per rifocillarsi e riposarsi.

Il sentiero prosegue fino alla cresta, in località Pan Perduto e raggiunge dapprima Casa Matti e più oltre il Monte Penice, per proseguire fin al passo del Brallo, al Lesima e ancora oltre, fino al mare.

La strada asfaltata, lasciato Romagnese, risale verso la testata della valle, oltre Canedo, tocca Casa Matti, dotata di diversi alberghi e di impianti di risalita, e arriva al Passo Tre Passi, da dove, in breve, si raggiunge nuovamente Varzi.

 

BIBLIOGRAFIA


Alla scoperta della Comunità Montana dell'OltrepÒ Pavese
Edito a cura della Comunità Montana
Da pag. 101

 

 

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