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Pagina 3 di 3 Così nel grigiore dei secoli, Sant'Alberto, divenuta Abbazia commendataria, fu spenta da Napoleone nel 1810.
Su questa roccaforte di penitenza, illuminata dal tragico nome di Oramala dai ricordi di Barbarossa, l'Abbazia millenaria è risorta ora a nuova vita per virtù dei frati ciechi di Don Orione. L'Eremo, dove si conservano le spoglie di Sant' Alberto, è monumento nazionale e vanta qualche bell'affresco, un romantico porticato ed un pozzo suggestivo. Le tre chiesette, entrando quasi una nell'altra, sembrano un rosario di pietre vive, che la storia di re, marchesi ed abati ha segnato con i secoli. Ora i sei frati ciechi montano la guardia sotto la torre quadrata, che ospita la campana del Carroccio, e tutte le sere cantano il caratteristico inno locale di Sant' Alberto e l'eco liturgica si spegne per le navate delle tre chiesuole. Ed è sempre Fra Avemaria, il monaco cieco che gode fama di santità per tutta la vallata, quello che guida il piccolo coro dei compagni. Eccoli: Fra Alberto, che è anche falegname e spaccalegna; Fra Umile, che si occupa della stalla; Fra Pacomio che conduce al pascolo la vacca pezzata e l'asino grigio; Fra Sebastiano, che aggiusta sedie e stuoie; Fra Giovanni, che suona le campane; Fra Avemaria, che suona l'harmonium e vive sempre in preghiera. Ho potuto parlargli a lungo, prima che rientrasse nella sua modesta cella. Fra Avemaria ha 34 anni, è cieco dall'infanzia e fu educato nell'Istituto genovese di Davide Chiossone. Porta i capelli lunghi e la barba alla Nazarena. Parla con infinita dolcezza e semplicità, quasi sempre sorridendo - Non bisogna credermi un santo - mi dice - Faccio quello che posso pregando per tutti. Predico con la vita allegra. La mia. "La vita allegra...". La sua. È malato da dodici anni e tutti i dottori l'hanno condannato. È cieco da oltre venti anni e vive ritirato, qui in estrema povertà in dura rinuncia, nutrendosi di acqua e di erbe. E prega in ginocchio sul nudo sasso per tutti coloro che soffrono, per tutti coloro che chiedono. Da qualche tempo la sua fama si è sparsa e arrivano all'indirizzo di Fra Avemaria lettere da ogni parte d'Italia, anche dall'estero e persino dall'America per invocare una preghiera. E tutti i giorni, immobile, in mezzo ai suoi compagni ciechi che leggono il loro Ufficio nei grossi libri in "braille", Fra Avemaria intona il suo inno di gioia serena. Certo, più è nel buio più l'anima risplende. E nessuna maggior gioia che ardere e consumarsi così perché gli altri abbiano luce. BIBLIOGRAFIA Il Richiamo di Frate Ave Maria © N.55 - Gennaio 1999 Semestrale degli Eremiti della Divina provvidenza Eremo e Parrocchia di S. Alberto 27050 Ponte Nizza (PV) Tel. 0383/542179 - Fax. 0383/542161 c/c postale n. 14030274
Per informazioni: http://www.santalbertodibutrio.it/
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