|
I rapporti amichevoli tra i giovani di sesso diverso erano ben distinti da quelli amorosi.
Gli incontri amichevoli non erano difficili. I giovani uomini si univano ai gruppi di ragazze per andare alla Messa, per recarsi al mercato o per le passeggiate nei pomeriggi domenicali estivi. Sostavano insieme in punti noti del paese durante le lunghe sere d'estate a parlare e a scherzare; andavano anche ad intrattenersi con loro quando, nei pomeriggi invernali, esse si radunavano in una casa per cucire e ricamare insieme. Si trovavano ancora nelle serate invernali a vegliare insieme nelle stalle, riscaldandosi al fiato degli animali, presenti anche i loro familiari anziani. Mentre le ragazze e le donne filavano o facevano la calza, i giovani e gli anziani narravano i proverbi. Introdotto l'uso delle stufe, si lasciarono le stalle e si passò a vegliare nelle case, ora dell'uno ora dell'altro. Una figura caratteristica di quelle sere invernali era il narratore di favole (proverbi). Era una persona anziana del paese (in certi paesi erano più di uno e andavano a gara a chi narrava meglio) che si recava nelle varie abitazioni, dove i gruppi erano più numerosi, a raccontare lunghi e interminabili proverbi, ravvivando la sua narrazione con l'appropriata modulazione della voce, atteggiando volto e mani a seconda dell'argomento che trattava. Era l'attrattiva dei bambini che seguivano silenziosi, attenti, con le pupille dilatate senza perdere una battuta. Era usanza da parte della famiglia, che ospitava le persone venute a vegliare, offrire a tutti castagne "arroste" o " báletti" (le castagne cotte) con un buon bicchiere di vino. Così passava l'inverno (era allora il vero modo di stare insieme) ed i giovani, durante quegli incontri, spesso vedevano nascere il loro primo amore. Dal momento in cui gli incontri da amichevoli passavano amorosi, diventavano più difficili da gestire. Infatti, gli innamorati amano trovarsi da soli e per la ragazza era quasi impossibile uscire da sola perché veniva giudicata libertina. A quei tempi, per un falso pudore gli innamorati tenevano nascosto il loro legame amoroso. Quindi, i convegni amorosi avvenivano molto spesso con la complicità dell'oscurità o di un'amica. Non per nulla si diceva: "portare il lume, portare la candela o il cero".
BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 279 a pag. 291
|