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Le preoccupazioni degli sposi dopo il matrimonio erano rispettivamente i figli, il lavoro ed il risparmio.
La famiglia era tenuta in grande considerazione e veniva ritenuta completa solo se allietata da molti bambini. Le famiglie completamente prive o con pochi bambini, ricorrevano spesso all'adozione di quelli abbandonati chiamati "i figli dell'ospedale". La giornata di una famiglia di contadini era lunga e faticosa. II marito lasciava il letto quando era ancora buio per accudire al bestiame. Appena spuntava l'alba, egli aggiogava i buoi e partiva per la campagna dove restava fino a sera tarda. Sul mezzogiorno la moglie raggiungeva il marito per recargli, racchiuso nel "fagotto", il pranzo che consumavano insieme all'ombra di qualche albero.
Nel pomeriggio anche la moglie rimaneva nei campi fino al tramonto per compiere i mestieri più leggeri, quali ripulire i campi dai sassi e dagli sterpi, raccogliere i tralci, tagliare l'erba con il falcetto, ecc... II lavoro più faticoso era l'aratura dei campi, che veniva praticata con l'aratro tenuto a mano e tirato dai buoi. Il contadino doveva compiere enormi sforzi per sollevare la lama, che s'incagliava in grosse pietre, e insieme stimolare i buoi con urla e bestemmie. D'inverno il lavoro non era più così pesante, ma si davano ugualmente da fare per tagliare la legna, per rimettere a nuovo le attrezzature agricole per l'estate successiva. Alcuni nostri paesani, durante l'inverno scendevano in grandi città, specialmente a Milano, per portare legna e carbone dai magazzini agli appartamenti privati. Abbiamo parlato del lavoro del contadino perché era questa la professione esercitata in passato dalla stragrande maggioranza delle famiglie. Innato era tra gli abitanti della nostra zona il senso del risparmio. Infatti, anche se l'agricoltura dava un reddito molto basso, riuscivano a risparmiare qualcosa, con gravi sacrifici, per aprire un piccolo conto in banca. Non possiamo non ricordare due mestieri caratteristici della nostra zona: il mulattiere ed il carrettiere (oggi scomparsi). Di seguito una breve descrizione di queste due professioni.
BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 279 a pag. 291 FOTOTECA Razza bovina varzese, © Draghi Francesco
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