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Una fede cristiana rettamente intesa e vissuta, portava sempre il vecchio o il malato, che sentiva approssimarsi l'ultima ora, a chiedere i conforti della religione per morire in grazia di Dio ed in comunione con la Santa Madre Chiesa.
ViaticoUna fede cristiana rettamente intesa e vissuta, portava sempre il vecchio o il malato, che sentiva approssimarsi l'ultima ora, a chiedere i conforti della religione per morire in grazia di Dio ed in comunione con la santa Madre Chiesa. Un funerale civile nella nostra zona era un evento scandaloso. Allora era usanza portare ai moribondi il Viatico in forma solenne. Si dava l'annunzio con un particolare suono di campana ed i fedeli si affrettavano alla chiesa per dirigersi in processione assieme al parroco che, in cotta e stola, sotto il liturgico ombrello di seta bianca sorretto dal priore o dal sacrista, recava visibile la teca contenente l'ostia consacrata. Giunti dinnanzi alla casa, i fedeli sostavano in fervorosa preghiera, mentre il parroco amministrava i sacramenti al povero ammalato. FuneraliI funerali erano, quindi, sempre tutti religiosi. La sera (o le sere, se si dovevano attendere le quarantotto ore) i paesani andavano a vegliare la salma. Questo consisteva nella recita di qualche rosario e del "De profundis", che tutti conoscevano a memoria, e nel tener compagnia ai familiari. I familiari del defunto a mezzanotte - come voleva l'usanza - offrivano ai presenti pane, salame e vino. Al funerale partecipava tutto il paese, perché le attività si fermavano. II campanone iniziava a scandire i lenti rintocchi da quando il parroco usciva dalla chiesa per andare a prelevare il defunto, li sospendeva solo durante la funzione in chiesa, per riprenderli all'uscita della processione che s'incamminava verso il cimitero. Infine, univa i suoi ultimi rintocchi alle prime mandate di terra che coprivano la bara. Il feretro veniva recato a spalla da giovani robusti se il defunto era un uomo, oppure da ragazze forti se il defunto era di sesso femminile, e sia gli uni sia le altre portavano piegato, a tracolla e legato su un fianco, un lenzuolo. Era usanza mettere sulla croce, che apriva la processione, un pezzo di lino bianco (o un fazzoletto bianco oppure una matassa di cotone bianco). Vi era pure l'usanza che la famiglia ed i parenti portassero lutto al morto, che variava per un tempo più o meno lungo secondo il grado di parentela. Il lutto consisteva nell'astenersi dai balli e dai divertimenti mondani e inoltre, per gli uomini, nel portare un segno nero all'occhiello od al risvolto della giacca; per le donne nel vestire di nero.
BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 279 a pag. 291
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