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Pagina 2 di 2  S. Margherita di Staffora (© Rosita Viola) Il Festival dei Castelli invece prenderà avvio giovedì 24 luglio a Santa Margherita di Staffora, nella parrocchia. L’ Intermezzo Quartet proporrà un programma con musiche, tra gli altri, di Dall'Abaco, Cauciello, Vivaldi e Calace. Il Quartetto “Intermezzo” è nato dal recente incontro di quattro musicisti uniti dalla comune volontà di diffondere la conoscenza delle possibilità espressive degli strumenti a plettro e del loro repertorio: Paola Esposito e Giorgio Pertusi al mandolino, Antonio Fiori alla mandòla e Omar Fassa alla chitarra. Dal suo debutto, avvenuto durante la fiera internazionale dell’alta orologeria di Ginevra, la formazione si è dedicata alla riscoperta dell’importante patrimonio delle trascrizioni. La costruzione di un repertorio basato sulle suggestive melodie del melodramma è stato un naturale momento di interesse. Santa Margherita di Staffora è un comune di poco più di 600 abitanti situato nella zona montana dell'Oltrepò Pavese, nell'alta valle della Staffora. Il vecchio centro di Santa Margherita si trova in posizione dominante, sul versante destro della valle, la chiesa in particolare si trova su un’altura dalla quale si gode un panorama mozzafiato sull’abitato di Cegni e sull’alta valle.
 Varzi - Porta Soprana (© Tati Russo) Il 25 luglio, a Varzi, nella Piazzetta Aldo Moro, verrà assegnato il “ Premio Pina Carmirelli”, giunto alla seconda edizione. Quest’anno il premio viene assegnato alla Professoressa Giulia Brinckmeier, violinista segnalata dal Consiglio Accademico quale migliore diplomata delle classi di violino del Conservatorio “G. Verdi” di Milano nell’anno accademico 2006 - 2007. Il premio prende nome dalla varzese Pina Carmirelli, violinista nota e ammirata dai cultori della musica del mondo intero, ed è stato istituito per promuovere l'immagine di Varzi mettendo in risalto i prestigiosi risultati che i cittadini varzesi hanno conseguito nel campo della cultura e dell'arte. Nata a Varzi il 23 gennaio 1914, Pina Carmirelli è stata una violinista precocissima, fondatrice di complessi da camera, concertista, primo violino de "I Musici" (formazione in cui succedette a Salvatore Accardo nel 1977), musicologa e magistrale educatrice. È stata insignita del premio Stradivari nel 1937 e del premio Paganini nel 1940. Il concerto si tiene nella piazzetta Aldo Moro, ai piedi della Torre Malaspina, del sec. XIII. Varzi, al centro della Valle Staffora, ha un borgo caratteristico con triplice cinta muraria di cui sono visibili le tracce; il castello e le torri ancora oggi, insieme ai portici e alle strette vie, rievocano un suggestivo carattere medioevale. Di rilievo anche le due chiese barocche del XVII secolo, la chiesa dei Bianchi e la chiesa dei Rossi.
Domenica 27 luglio a Rivanazzano, nel cortile biblioteca “Migliora”, si esibirà il Quartetto d’archi “Le Muse”, con musiche di Pachelbel, Mozart, Flechter, Morricone e Piazzolla. Neonata formazione composta da soliste del gruppo "Rondò Veneziano", il quartetto “Le Muse” propone un repertorio che spazia dal barocco alla musica del ‘900, con uno sguardo anche agli autori di musiche da film e alle danze popolari. Lindita Hoxa Violino Primo, Francesca Viscito Violino Secondo, Tamara Bairo Viola, Arianna Menesini Violoncello. Il gruppo Rondò Veneziano, ensemble musicale italiano che compendia la musica barocca prodotta da una tipica orchestra da camera e le sonorità della musica pop e rock, è stato ideato e creato nel 1979 dal compositore e direttore d'orchestra genovese Gian Piero Reverberi con Laura Giordano ed ha inciso ventisei album discografici. Il tipo di musica, classico ma allo stesso tempo contemporaneo, ha destato sin da subito l'interesse e la curiosità del pubblico: l'ensemble ha raggiunto immediatamente il successo agli inizi degli anni '80 rimanendo per anni ed ancora oggi uno dei simboli della creatività musicale italiana del decennio. Rivanazzano si trova all’imbocco della Valle Staffora. Il concerto si tiene nel cortile delle Biblioteca, che a sua volta si trova nella parte più antica del paese, conosciuta come “Borgo Cane”. In questa zona si trova una delle 5 torri pentagonali presenti in Italia. Costruita nel XII secolo, rappresenta uno dei rari esempi di fortificazione non esagonale. Faceva parte di un più vasto complesso cinto da mura, entro il quale sorgeva un castello di cui sono rimasti pochi resti. Sempre nel Borgo Cane si trova la chiesa della S.S. Trinità. L'edificio, in pietra a mattoni a vista, conserva un coro ligneo seicentesco, un dipinto raffigurante "L'Annunciazione" e un organo seicentesco, recentemente ristrutturato, che è fra i più antichi della Lombardia. Vi consigliamo di visitare anche Nazzano, borgo risalente all’anno mille. Il simbolo del piccolo centro, visibile anche dalla statale, è il castello. Fatto costruire in laterizi dai Malaspina verso l'anno mille, ha subito agli inizi del secolo radicali trasformazioni. Sorge sulla sommità di un colle che controlla l'imbocco della valle Staffora.
 Oramala (© Marco Battini) Venerdì 1 agosto, nella splendida cornice del Castello di Oramala, sarà in scena il “ Duo Kerylos”: Michela La Fauci all’arpa ed Elisa Parodi al flauto, con un programma di musiche di Rota, Tedeschi, Gluck, Andres, Mascagni e Saint-Saens. Michela La Fauci ed Elisa Parodi hanno costituito un affiatato Duo già durante il corso degli studi sotto la guida del M° M. Damerini, per poi tornare a collaborare continuativamente dal ‘98. Premiate al Concorso Internazionale di Spotorno, finaliste al Concorso Internazionale Rovere d’Oro e al Concorso Internazionale Città di Pavia, hanno svolto e svolgono attività di ricerca e diffusione del repertorio per Flauto e Arpa, che le ha portate a suonare in Italia e all’estero. Le loro esecuzioni concertistiche hanno ricevuto numerosissimi consensi: di loro hanno scritto: “…due giovani concertiste di concentrato talento, insieme cameristicamente omogenee, in grado di dare vivezza al confronto degli strumenti…” Dopo un periodo di intervallo dove le singole musiciste si sono dedicate alle rispettive carriere solistiche e orchestrali, nel 2007 sono tornate a collaborare insieme, arricchite delle esperienze vissute e curiose di ampliare il loro già vasto repertorio. Il castello di Oramala, recentemente ristrutturato, risale all’XI secolo ed è stato culla della potente famiglia Malaspina, che da lassù dominava l’intera vallata. Si erge su un poggio conico e mostra ancora i segni dell'antica potenza, quando faceva parte di un sistema di controllo del feudo sulla Valle Staffora. Qui, dove il tempo sembra essersi fermato, si può oggi visitare il museo del ferro battuto, in cui sono conservati gli attrezza degli antichi mestieri.
Domenica 3 agosto, all’eremo di S. Alberto di Butrio, il “Trio Nasso” ci proporrà "Sogno di una notte di mezza estate". Il Baritono Enrico Marabelli sarà accompagnato da Arianna Menesini al violoncello e da Andrea Albertini al pianoforte. Voce recitante Daniela Tusa. In programma musiche di Luigi Denza, Gabriel Marie, Francesco Paolo Tosti, Robert Schumann, Saverio Mercadante, Mozart, Donizetti, Saint-Saens, Rossini e Verdi. Il baritono pavese Enrico Maria Marabelli, classe 1971, ha vinto giovanissimo i concorsi di canto “Aslico” e “Mario Lanza” che gli hanno permesso di debuttare nel 1997 nel ruolo di Ford nel Falstaff di G. Verdi. Ha già cantato nei più importanti teatri italiani ed esteri. I ruoli che ricopre sono prevalentemente del repertorio brillante e buffo. Ha cantato anche ruoli più drammatici come Schaunard e Marcello nella Boheme, riscuotendo sempre unanimi consensi di critica. Diplomata in violoncello nel 1993 con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di M. Chen presso il conservatorio di Modena, nel 1996 Arianna Menesini ha conseguito il diploma di Alto Perfezionamento presso il Conservatorio Superiore di Musica di Ginevra, vincendo una borsa di studio grazie al conseguimento del Prix de Virtuosité. Vincitrice di borse di studio e di numerosi concorsi, nel 1995 è stata invitata come primo violoncello al Festival di Evian les Bains dove ha lavorato col grande M. Rostropovich. Il compositore genovese G. P. Reverberi l’ha voluta come solista per il suo mitico gruppo “Rondò Veneziano” con il quale ha effettuato tournée in tutto il mondo. Diplomato in pianoforte presso il conservatorio “N. Paganini” di Genova sotto la guida del maestro D. Macchioni, Andrea Albertini ha frequentato i corsi di Organo e Direzione di coro del maestro Scappini presso la Scuola Diocesana di Tortona, il corso speciale per maestri accompagnatori col maestro Cognazzo, corsi di direzione d’orchestra col maestro Paolo Ferrara a Barbaresco e presso il Conservatorio di Alessandria. Da ricordare la direzione di “Passione di Cristo” di Perosi, in Cattedrale ad Imperia ripresa da RAI 3, e il “Requiem op. 48” di G. Fauré, trasmesso da Radio Vaticana e scelto da Rete 4 come sigla per le celebrazioni pasquali 2008. Daniela Tusa si è formata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova. Tra le esperienze teatrali principali ricordiamo “La Bisbetica domata” con la regia di Alberto Giusta, “Romeo e Giulietta” regia di Marco Ghelardi, “Una festa per Boris” regia di Laura Bombonato, “Dubbio” regia di Judith Malina (Compagnia Living Theater). Attualmente è impegnata nel bellissimo monologo “L’analfabeta”, con la regia di Daniela Gol. Ha lavorato per il cinema, diretta da Guido Chiesa in “Lavorare con lentezza” e “Sono stati loro”, e per la serie televisiva “Quo vadis baby” per SkyCinema. Ha inoltre partecipato al film “L’aria del lago” con la regia di Alberto Rondalli. Insegna recitazione alla scuola “I Nuovi Pochi” di Alessandria. Recarsi all’abbazia di Sant’Alberto è come fare un viaggio nel tempo. L'Abbazia sorge in un grande bosco di faggi e di castagni, sulle colline dell'Oltrepò, lontano da ogni centro abitato e dal rumore. Secondo la tradizione è stata fondata dal monaco Alberto nell'XI secolo. Ancora oggi il luogo crea un'intensa suggestione. Il complesso si compone di tre chiesette, connesse fra loro e comunicanti edificate in età successive, con affreschi del ‘400 e bellissimi capitelli. Accanto vi sono un torrione quadrato con una campana, che reca la data del 1453, e un piccolo chiostro. Il penultimo appuntamento con il “Festival dei Castelli” è per venerdì 8 agosto a Romagnese, in piazza Del Castello. Victor Vertunni ci proporrà “I canti dell’innocenza e dell’esperienza”, poesie di William Blake in musica. Sarà accompagnato da Leo Vertunni alla chitarra e da Maxim Vertunni al basso. Coreografie di Monia Giovannangeli. Monia Giovannangeli ha intrapreso la sua formazione nella danza classica presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Ha approfondito i suoi studi nella compagnia di Teatro Danza Contemporanea diretta da Elsa Piperno e Josef Fontano specializzandosi nella tecnica Graham. Inseritasi nella corrente di danza contemporanea, la sua esperienza artistica è stata arricchita dagli studi in Italia e all’estero con maestri di fama internazionale quali Merce Cunnigham e Mischa Van Hoek. Dal 1994 ad oggi Monia Giovannangeli ha insegnato la danza presso l’Accademia DanzAlessandria diretta da Patrizia Campassi e diretto laboratori teatrali accostando il lavoro d’insegnante a quello di regista e coreografa. Dopo aver allestito numerosi spettacoli teatrali cui ha partecipato come interprete, si è dedicata insieme con altri artisti europei alla realizzazione di un progetto internazionale: Theatre of Eternal Values, ovvero la costituzione della TEV COMPANY. La compagnia così costituita vede Monia Giovannangeli come coreografa, ballerina e attrice in tournèe, nei diversi paesi europei, in India e America, dal 1996 ad oggi. Colpito nel profondo dai testi e dall’opera di William Blake, a vent’anni Victor Vertunni ha iniziato a metterne in musica le poesie, realizzando spettacoli che sono stati portati in scena negli Stati Uniti, in Austria ed in Italia, e ha tenuto concerti a Parigi, Amsterdam e Vienna. Nel novembre 2007, dopo aver partecipato al festival “Blake250” tenutosi a Londra in occasione del 250° anno dalla nascita del poeta inglese, Victor Vertunni e Monia Giovannangeli hanno realizzato uno spettacolo ispirato alle poesie ed alle immagini del grande artista William Blake, per il quale l'Arte è intesa come pura attività dello spirito. L'opera più famosa del poeta ed artista visionario, "Songs of innocence and of experience" è rappresentata sul palcoscenico, arricchita da musica originale suonata dal vivo, da danza contemporanea e dalla proiezione dei disegni realizzati dallo stesso William Blake. Victor Vertunni, drammaturgo, attore e ricercatore teatrale, sta lavorando da anni ad un progetto europeo sull'artista inglese William Blake. “Il messaggio di Blake colpisce oggi come 250 anni fa, smaschera ogni forma di prepotenza e falsità con la forza degli antichi profeti e la sincerità consolante di un tenero amico. Scritte sullo sfondo della rivoluzione industriale e del colonialismo dell’Impero Britannico, le poesie come “Lo spazzacamino” e “Il piccolo bambino nero”, tratte da "Songs of innocence and of experience", sollecitano una riflessione sull’impatto ambientale e sulla globalizzazione”. (Victor Vertunni). Romagnese è un paese di un migliaio di abitanti, nella Val Tidone. Il Castello, oggi sede degli uffici comunali, è costruito in pietra locale ed ospita al suo interno il museo di arte contadina. E' di notevole interesse tecnico e conserva un legame con le proprie origini al fine di evitare la scomparsa delle piccole comunità di paese. Da visitare, in paese, vi è anche la chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo. Risale alla fine del Cinquecento e al suo interno è conservata un’antica tela di scuola veneta dello stesso periodo. Nel territorio comunale di Romagnese sorge anche il Giardino Alpino di Pietra Corva, un giardino botanico che conserva specie provenienti da tutto il mondo.
Il Festival dei Castelli termina domenica 10 agosto, con lo spettacolo “Minima Medioevalia”, in scena al Castello di Zavattarello. Proposto dal gruppo teatrale “Mab Teatro”, lo spettacolo propone un montaggio di monologhi e scene a due in cui le storie, le riflessioni, i sentimenti dei personaggi (S. Antonio, Abelardo ed Eloisa, S. Francesco, Dante, S. Agostino e S. Tommaso, anonimi poeti popolari) s’incontrano, si scontrano, si rispecchiano, direttamente e a distanza, in una danza di parole ed emozioni che immerge il pubblico, non senza un pizzico d’ironia, nelle atmosfere, nel linguaggio e nelle passioni dell'intensa e oscura epoca medioevale. Le sottili miniature di eccelsi autori d'epoca medioevale sono rappresentate da Valentina Cova e Francesco Viletti, per la drammaturgia e la regia di Francesco Viletti e Anna Traini. Il gruppo teatrale Mab Teatro nasce dall'incontro tra Francesco Viletti, Valentina Cova e Anna Traini in seno all'Associazione Culturale Scarpanò onlus, fondata nel 2006 dai primi due. Attualmente il gruppo conta al suo interno professionalità differenti in grado di mettere in campo progetti artistici e psicopedagogici che trovano proprio nel teatro la loro matrice comune. Zavattarello, come Romagnese, si trova nella Val Tidone. Il castello, che risale al X secolo, si erge su un colle boscoso che sovrasta l'abitato. Durante l'ultima guerra mondiale l'interno del castello è stato saccheggiato e dato alle fiamme dalle truppe nazifasciste. Recentemente ristrutturato, è di proprietà del comune, che vi organizza mostre e rassegne. Di notevole interesse, in paese, vi è anche l’oratorio di San Rocco, al cui interno si conserva un antico tabernacolo.
L’Oltrepò è un territorio meraviglioso, un triangolo all’estremo sud della Lombardia, con una stretta fascia pianeggiante lungo il Po, una fascia collinare ricca di vigneti che danno lavoro ad oltre 4000 cantine e per il resto si arrampica sull’Appennino Pavese, che arriva fino ai 1724 metri del monte Lesima. L’Oltrepò è bello, vi si trovano ancora angoli incontaminati, boschi di castagni dove si rifugiano volpi e cinghiali, e tanti, tanti paesi e frazioni abbandonati ... In questo territorio poco conosciuto e poco “promosso”, si trovano ancora piccoli produttori di formaggi, miele, salumi, frutta, produttori che hanno scelto di allevare animali autoctoni in via d’estinzione, produttori che con il loro lavoro lottano contro l’abbandono del territorio e contribuiscono al recupero dei terreni incolti, e ristoratori che utilizzano questi prodotti per riproporre i piatti tipici. Partecipare ad un evento del “Festival dei Castelli” consente non solo di arricchire la propria cultura, ma è anche un’occasione per visitare lo splendido territorio dell’Oltrepò ed i suoi angoli nascosti e per conoscere i suoi prodotti caratteristici.
Per informazioni: Associazione Artemusica Tel. 328 7556907 (Manuela Tagliani) e 338 8876276 (Emilia Rolandi).
Ufficio stampa Festival dei Castelli Rosita Viola – Promoemozioni 349.6418980
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