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Le streghe della torre PDF Stampa E-mail
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Pubblicato da Laura Brignoli   
lunedì 29 ottobre 2007

Tre giorni rimasero rinchiuse nella prigione. Tre giorni a pane e acqua. Tre lunghissimi giorni a schiacciare scarafaggi che uscivano dai buchi, tre lunghissime notti sentire i topi che ti camminano addosso… Ma solo tre miseri giorni per consentire a qualcuno di emettere una sentenza definitiva, inappellabile. Durante quei tre giorni, una nube bianca avvolgeva la torre, penetrando nelle stanze, insinuandosi in ogni anfratto, quasi a velare l’orrore nel quale erano immerse quelle anime infelici.
Non vi fu spettacolo al rogo. In piazza non c’era quasi nessuno. La prossimità della morte faceva chinare il capo a quelle che sempre l’avevano rialzato. E camminavano circondate dagli inquisitori troppo certi di essere nel giusto. Da dietro le finestre, un segno di croce, una preghiera silenziosa le seguiva, ma non farsi vedere era la condizione per non fare la stessa fine.
Al clamore del tamburi che accompagnava il corteo, succedette lo scoppiettare delle fascine, poi le urla si alzarono più alte delle fiamme, fino a quando non si sentì altro che il crepitio delle carni. Sulla piazza pioveva cenere nera.
Gli inquisitori se ne andarono in silenzio, da dove erano venuti. I loro mantelli col cappuccio erano ormai un segnale di morte. Di morte.
Da allora, ogni cento anni, la torre si ammanta di una nuvola bianca, che volge gradatamente al nero, lasciando a terra quella fuliggine che torna, secolo dopo secolo, a ricordare alle strade di Varzi e ai suoi abitanti, da dove nasce il nome di torre delle streghe. Per questo, forse, i frati cappuccini non furono accolti fra le mura di Varzi. Per questo i religiosi dovettero costruire la pieve molto più giù. E i varzesi si fecero la fama di anticlericali, mangiapreti senza timor di Dio. È nel nostro sangue la compassione per quelle poverine. » Ma la zia abbassò il capo. Di certo malediva chi non aveva avuto il coraggio di opporsi a quei sinistri figuri che scaldavano il gelo dei loro cuori con fiamme di carne umana.


                                        


 
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