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La penetrazione del popolo romano nelle nostre valli avvenne lentamente e non rivestì quell'importanza che ebbe invece per la Pianura Padana, alla quale diede la sua inconfondibile impronta con la "centuriato" (divisione dei terreni operata a favore delle famiglie colonizzatrici).
Nell'Oltrepò, assunse particolare importanza Voghera (allora denominata Iria) la quale, per la felice ubicazione sulla via consolare Postumia, fu inclusa da Cesare fra le colonie militari (44 a.C.), unitamente a Piacenza, Tortona (Derthona) e Serravalle Scrivia (Libarna). A Voghera sono ancora visibili i resti del Ponte Romano sul torrente Staffora, che allora permetteva il passaggio dell'importante arteria di comunicazione: si tratta di uno dei pochi ponti romani noti in Lombardia e, probabilmente, anche il più antico. Di esso, oggi sono visibili solo quattro piloni ed una spalla.
I Romani, a differenza dei Liguri, si dedicavano più alle pratiche agricole che non alla caccia ed alla pastorizia, e le zone pianeggianti si prestavano favorevolmente a tale attività. I ritrovamenti archeologici (oggetti di uso quotidiano, ornamenti vari, statuette) sul Monte Penice, a Cecima, S. Ponzo, Bagnaria, Varzi, Casanova Staffora e l'importante fornace romana di Massinigo, testimoniano che nella nostra zona esistevano popolazioni già romanizzate nei primi secoli dell'Era Volgare.
BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 13 a pag. 27
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