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Non si deve scordare che tutta la Lombardia condivise le sorti del Regno d'Italia, governato, dopo i discendenti di Carlo Magno, da imperatori e re di famose casate germaniche.
Allorché a Milano i Visconti, in un primo tempo, e gli Sforza, successivamente, riuscirono a diventare delegati dell'Imperatore, dal quale avevano ricevuto appunto le prerogative feudali, anche la nostra Valle si inserì nel contesto delle vicende del Ducato di Milano e, più specificatamente, della Contea Pavese, divenuta Principato nella primavera del 1499. I ViscontiLa soggezione dei Visconti non fu pacifica in tutti i nostri feudi: nel 1368 Galeazzo II Visconti ordinò la distruzione del Castello di Nivione, nei pressi di Varzi, e nel 1375 mandò ad espugnare la rocca di Montalfeo, appartenente ai Malaspina di Godiasco. Nel 1415 i marchesi di Godiasco e di Montesegale pensarono di ritrarsi dalla sottomissione di Filippo Maria Visconti. Allora il duca ordinò al famoso Conte di Carmagnola di muovere guerra contro i marchesi dissidenti i quali, dopo un'estenuante resistenza, si dovettero arrendere per fame. Questo fu l'ultimo episodio bellico verificatosi a Godiasco, ma non l'ultimo della serie provocata dai marchesi godiaschesi. Gli SforzaInfatti, un secolo dopo (1514), il duca Massimiliano sforza spedì le sue truppe contro il marchese Bernabò Malaspina, reo tra l'altro di aver liberato il Cardinale Giovanni De Medici (poi Papa Leone X) mentre veniva forzatamente condotto in Francia. Il Malaspina si Godiasco si rifugiò nell'inaccessibile rocca di Cella di Bobbio (Varzi) ma, causa il tradimento di un certo Petrus Dagninus, il fortilizio fu conquistato e Bernabò, condotto a Voghera, fu squartato vivo il 20 settembre 1514. BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 13 a pag. 27 |