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Nell'ultimo periodo dell'Impero Romano, ormai logoro da guerre civili e lotte intestine, vari popoli nordici invasero l'Italia ad ondate successive, approfittando della mancanza di ogni forza di reazione seriamente organizzata.
I paesi della Valle Staffora subirono più volte i danni delle invasioni barbariche. Dopo quelle dei Visigoti (401 d.C.) e degli Ostrogoti (404 d.C.) toccò agli Unni.
Intorno al 450 d.C., il terribile Attila, giunto nella Pianura Padana, compì feroci devastazioni e distrusse, tra le altre, le città di Pavia e Voghera. Ma nonostante le frequenti aggressioni, solo con la discesa dei Longobardi in Italia e con la presa (572 d.C.) e l'istituzione di Pavia a capitale del loro regno, si ha modo di vedere l'Oltrepò, e le adiacenti valli bobbiesi, inseriti nel modello di vita avviato dai nuovi conquistatori. Questa popolazione nomade venne convertita al Cristianesimo dal Pontefice Gregorio Magno (inizi del VII sec.). Il dominio longobardo è assai più importante di quelli precedenti, perché dà inizio al frazionamento politico dell'Italia e, più ancora, perché determina il crollo delle istituzioni romane, con la conseguente fondazione di una nuova società barbarica.
L'indole barbara dei Longobardi si può anche intuire dal carattere del loro re che, ucciso in combattimento un suo nemico, ne sposò la figlia (Rosmunda) e la obbligò, il giorno stesso delle nozze, a brindare con lui usando come calice il cranio del padre…
BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 13 a pag. 27
La Storia di Varzi vol. I di Fiorenzo Debattisti © 1996 Edito da "Edizioni Guardamagna" - Varzi (PV) © 1996 |