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I mutamenti politici avvenuti nel Ducato di Milano, in ogni modo non interessarono molto la maggior parte dei valligiani, essendo il territorio abbastanza defilato rispetto alla capitale ed alle città più importanti.
Fatta eccezione per gli episodi sopraccitati, limitati localmente, le guerre franco-asburgiche venivano combattute nella pianura vicino alle città più importanti. Per quanto riguarda l'ambito economico invece, le cose cambiarono rapidamente, causa le continue guerre sostenute da Carlo V, che svuotarono, ben presto, le casse dello Stato. Da questo, l'imposizione di nuove e pesanti gabelle. Per incassare queste tasse, predispose un'amministrazione atta a gestire la riscossione dei nuovi balzelli nel Ducato, inaugurando così una concezione moderna dello Stato e limitando, allo stesso tempo, l'autonomia dei singoli feudatari. La riscossione dei tributi, divisa tra le nove province del Ducato, adottava criteri molto discutibili. Innanzitutto vi era una notevole disuguaglianza di trattamento fra cittadini e contadini: i primi, infatti, godevano di privilegi ingiustificati rispetto ai secondi. Questi favori arbitrari concessi ai cittadini furono mantenuti a lungo, grazie alla capacità di quest'ultimi di condizionare le scelte governative, per fatto che si trattava di una classe formata, per lo più, da corporazioni di settore, come gli artigiani, i mercanti ed i benestanti. A quell'epoca, le tasse in vigore nel Ducato erano le seguenti: - il censo del sale - il perticato - il mensuale - il tasso dei cavalli - il testatico - il mercimonio
BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 13 a pag. 27
La Storia di Varzi vol. I di Fiorenzo Debattisti © 1996 Edito da "Edizioni Guardamagna" - Varzi (PV) © 1996 |