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Tutti i centri menzionati, ma in particolare Varzi, si affermarono come luoghi di sosta e di ristoro per le numerose carovane in transito.
I marchesi Malaspina, infatti, costituirono dei procuratori in grado di favorire la sicurezza dei viaggiatori e dei mercanti diretti nel bobbiese, nel piacentino e nel genovese, e stipularono con i pavesi convenzioni particolari, relative ai traffici commerciali tra Pavia e Genova, attraverso le valli Staffora e Trebbia. A margine alle attività commerciali, si affermarono tutte le infrastrutture ad esse inerenti: taverne e stallazzi, botteghe di sellai e maniscalchi. Del movimento commerciale nelle nostre valli, Varzi si trovò indubbiamente privilegiata perché ottenne l’autorizzazione al cambio di moneta ed alla riscossione del pedaggio. Nelle nostre valli passava, previo il tacito consenso dei Malaspina, un sensibile commercio clandestino di sale che, dal litorale ligure, era diretto a Voghera, Pavia, Milano… Perfino a Bellinzona. Commercio illegale quest’ultimo che rappresentò la più notevole delle eccezioni a conferma di quel modo di vita semplice ed onesto tipico della nostra pacifica e laboriosa popolazione. BIBLIOGRAFIA Paesi e gente di quassù © Centro Culturale "Nuova Presenza" - Varzi 1979 Da pag. 13 a pag. 27 |