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Pagina 1 di 4 Varzi è il borgo più importante dell'alta Valle Stàffora ed ha ancora conservate, nel suo impianto urbanistico, tracce notevoli della sua storia.
Vista la toponomastica, l'origine dell'abitato deve cercarsi in epoca preromana, cosa del resto dimostrata anche dal vicino Castelliere ligure di Guardamonte. Ben poco sappiamo di Varzi romana, se non che essa era compresa nella giurisdizione municipale di Libarna, l'antico centro della Valle Scrivia presso l'odierna Serravalle Scrivia. Compare poi nell'alto Medioevo, nel consueto contesto economico dell'alta Valle Stàffora, cioè come "curtis " (unitamente a molti altri abitati dei dintorni) del Monastero di S. Colombano di Bobbio. Tuttavia, un attento esame dei documenti consente di affermare che la grande istituzione bobbiese non esauriva la realtà economica e sociale del territorio varzese. Tracce del popolamento longobardo si riscontrano ad Oramala, il cui castello, probabilmente già presidio militare forsanche precedente la conquista longobarda della zona, ha la chiesa dedicata a S. Eufemia, la celebre martire orientale il cui culto si diffuse tra noi all'epoca della conversione longobarda all'ortodossia cattolica. E sembra, inoltre, che per tutto l'alto Medioevo la posizione di Varzi fosse in subordine rispetto ad altre entità territoriali vicine. Infatti, agli inizi del sec. XI, nel più volte ricordato testamento del Diacono Gerardo, vengono ricordate le due "curtes" di Monteforte e di Pagaciano, la quale ultima comprendeva anche il "locus" di Varzi. Con questo testamento fanno il loro ingresso nella storia del varzese i Malaspina, poiché il Marchese Ugo, destinatario dei beni del Diacono era appunto della stirpe Obertenga, dalla quale derivarono i Malaspina. Anzi, pochi anni prima Gerardo aveva venduto allo stesso monastero molti altri beni e corti, tra cui quella di Oramala, destinata ad essere per tutto il sec. XI (e per il seguente), sede preferita dei Malaspina. Ancora, nel diploma del Barbarossa del 1164 fu confermato al fedele marchese la corte di Oramala, ma nessun cenno vi è per Varzi. C'è, tuttavia, da dire che se Varzi non aveva l'importanza civile che ebbe in seguito, era pur sempre, anche prima dell'anno mille, la sede dell'istituzione territoriale ecclesiastica di tutta l'alta Valle Stàffora, ossia della Pieve. Questo potrebbe significare, data la dedicazione (verosimilmente prelongobardica) a S. Germano della stessa, che Varzi era, in epoca imperiale romana, sede di una giurisdizione territoriale minore, di quelle che nell'ordinamento amministrativo romano costituivano le suddivisioni del territorio municipale, cioè il "pagus".
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