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Pagina 2 di 2 E così, intorno al castello, che può essere meglio classificato come un maschio di difesa, si sviluppò concentricamente il paese, mentre il Signore poteva controllare dall'alta torre tutta la vita borghigiana. Ma in questo fondovalle i Malaspina risiedevano saltuariamente e per pochi mesi dell'anno, chè a governare il castello e il borgo lasciavano in loro vece un capitano o un cattaneo, mentre il castello di abituale dimora era quello della vicina Oramala, nel quale Azzolino prima e Moroello dopo tennero splendida corte d'amore. Tuttavia, le relazioni tra il castello di Oramala e il fortilizio di Varzi erano strettissime, pressoché quotidiane tanto che si può dire che Varzi partecipò direttamente alla vita signorile di Oramala. Quando, chiamati dai Malaspina, i poeti occitanici che cantavano alla corte dei Marchesi di Monferrato vennero ad Oramala, e tra questi Bonvesin della Riva, lasciarono importanti documenti di poesia della nascente letteratura volgare, a quelle ispirazioni non furono estranei i personaggi del luogo; così Alberto di Sisteron trovadore provenzale nel XIII secolo, scrisse un'appassionata poesia d'amore per una Malaspina che egli, nell'accesa cortesia poetica, chiamava Maria di Varzi e di Oramala.
Varzi, che è meta di turisti, può offrire nel contesto del suo impianto medioevale questo castello che, fra quelli malaspiniani della Valle Stàffora, presenta le caratteristiche di un nido d'aquile sempre pronte a libarsi in volo. E mentre il silenzio del piccolo cortile difende il visitatore dai rumori del mondo, all'esterno, sul portale d'ingresso a sesto acuto, nella chiave di volta in pietra, è scolpito il più genuino e più sicuro stemma dei Malaspina, posto a garanzia nei secoli alla laboriosa e forte gente di questo luogo. "Bona spina malis, Mala spina bonis" e l'impresa che il grande Obizzo legava allo stemma della Famiglia dopo la pace di Costanza del 1183. Egli, che aveva protetto la ritirata del Barbarossa e nel tempo stesso con una politica intelligente aveva difeso gli interessi dei Comuni e dei Signori d'Italia, poteva a buon diritto credersi, in quei tempi di confusione sociale, il giusto ed imparziale amministratore di giustizia". BIBLIOGRAFIA © Mazza G., "Varzi, borgo medioevale" in Pavia economica, C.C.I.A. di Pavia Anno XXI, 1966 fascicolo 6, pp. 20-22
FOTOTECA pag. 1, Scorcio di Via Porta Sottana, © Carlo Marenzi pag. 2, L'ospizio dei pellegrini presso la Chiesa dei Rossi, © Carlo Marenzi
VIDEOTECA Varzi: il borgo antico
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